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SCUOLA/ L'insegnante: tempo di scrutini, quanto valgono i nostri voti?

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Il problema dei voti può essere affrontato dal punto di vista educativo, ma anche da un punto di vista degli effetti sociali.

Il che poi si traduce alla fine in fatti educativi o diseducativi, se ci si abitua ad essere ben valutati senza esserselo meritato.

In Italia si sta delineando la possibilità per la prima volta di avere le idee chiare su cosa valgono davvero i voti delle scuole. Un’indagine in questo senso potrebbe dare una spinta importante alla questione del valore legale del titolo di studio.

In proposito il primo problema è capire che cosa realmente significhi, su quali basi normative si sostenga e cosa bisogna concretamente fare per smantellarle. Oltre che vedere come si regolano in proposito gli altri Paesi che, nonostante l’assenza di questo salvifico istituto, non sono precipitati nell’anarchia educativa e nel clientelismo sfrenato.

Ma il secondo è capire davvero e a fondo cosa si nasconda dietro i famosi pezzi di carta, quali ingiustizie essi permettano e perciò quale danno facciano al nostro sistema sociale.

Da qualche tempo cominciamo ad avere in mano dati che possono permettere un paragone fra la valutazione interna delle scuole fatta dagli insegnanti e le valutazioni standardizzate esterne che dovrebbero garantire una maggiore attendibilità almeno in alcuni campi, pochi ma fondamentali.

Dal punto di vista delle valutazioni delle scuole negli anni scorsi si era messo in moto l’Ufficio Studi e programmazione, che nell’apposita parte a ciò dedicata sul sito del Ministero aveva cominciato a sfornare dati molto interessanti, anche perché territorialmente disarticolati.

Dopo un inizio promettente, siamo fermi però da mesi ai Rapporti concernenti gli esami di Stato 2007-2008, gli scrutini ed esami 2007-2008 e gli scrutini intermedi 2008-2009. Siamo in attesa dei Rapporti concernenti gli esami di Stato 2008-2009 e gli scrutini ed esami 2008-2009. Non dovrebbero poi molto tardare i dati ricavati dagli scrutini intermedi 2009-2010 attualmente in corso.

Questi dati consentono già da soli un’interessante fotografia dell’Italia dei voti. Ma sarebbe ancora più interessante compararli con i risultati delle valutazioni standardizzate esterne che andranno da quest’anno fortunatamente accumulandosi.

 

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