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SCUOLA/ Presa diretta sulle paritarie: la vera ingiustizia è togliere la libertà di scelta alle famiglie

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Si dirà: anche le statali sono autonome. Non prendiamoci in giro, la vera autonomia è un’altra cosa: è flessibilità nei modelli di governance della scuola; è reale autonomia organizzativa e finanziaria, che implica anche un’indomita capacità di reperimento fondi per sostenere l’opera; è autonomia nell’arruolamento dei docenti, che rappresentano davvero il fattore chiave della qualità didattica; è autonomia nell’identità, per cui la scuola si propone al territorio con un volto e una mission ben precisa, che non è certo quella anonima, omologata e omologante dell’impostazione statale.

È davvero necessaria per tutte le scuole statali quell’autonomia che ancora in Italia non c’è e che invece è così importante per raggiungere livelli di eccellenza (consultando “L’autonomia scolastica in Europa. Politiche e modalità di attuazione”, si evince che in Italia l’autonomia è debole proprio sulle aree che maggiormente incidono sulla qualità della scuola http://eacea.ec.europa.eu/ressources/eurydice/pdf/0_integral/090IT.pdf ).

Autonomia: questa è la strada da seguire. Autonomia per le scuole, libere di scegliere fra diverse modalità di organizzazione educativa e didattica o addirittura di proporne delle nuove, creativamente, per rispondere alle esigenze delle famiglie e del territorio in cui si collocano. Autonomia per le famiglie, libere di scegliere fra le diverse proposte senza dover pagare costi aggiuntivi o subire quanto stabilito centralisticamente da chi pensa di sapere qual è il modo migliore per educare i figli degli altri. Autonomia finanziaria per tutti: scuole statali e non statali, perché tutte possano concorrere all’avventura dell’educazione rischiando in prima persona.

Non è certamente questo il risultato che la trasmissione di RAI 3 voleva ottenere, ma è un effetto collaterale che ha involontariamente suscitato e che ci mostra in modo incontrovertibile la strada per realizzare ciò che anche i curatori della trasmissione (pur in modo distorto) desiderano: una scuola di alta qualità veramente per tutti, statale o paritaria che sia.



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COMMENTI
22/02/2010 - la realtà fa meno chiasso dei casi (Daniele Lo Vetere)

Sono un insegnante della scuola pubblica. Ho fatto le medie in una privata cattolica e conosco diverse persone che lavorano in queste scuole. Ho visto la trasmissione di Iacona e non mi è piaciuta, per lo schematismo polarizzante con il quale presentava scuole private all'avanguardia per figli di top manager (del nord) e scuole pubbliche allo sfascio (del sud). Tutti sappiamo (spero) che fra le private ci sono anche i diplomifici e fra le pubbliche ci sono scuole di ottimo livello. Soprattutto però, tutti dovremmo ricordarci che nella zona grigia intermedia, ci sono una grande quantità di scuole che funzionano, pubbliche e private, e di insegnanti capaci (nel pubblico e nel privato). Nell'articolo si cita quella donna (casalinga), che guardava dal balcone, con invidia, la scuola dei "ricchi". Siamo proprio sicuri che le scuole private (penso a quelle mostrate nel servizio, non a tutte) vogliano anche i figli di quella donna? E i disabili? E i ragazzi "difficili"? Come farebbero a mantenere i loro standard? E a convincere gli "altri" genitori (quelli che nella scuola investono) a restare? Insomma, la "libera scelta delle famiglie" è un argomento specioso: quelle scuole non sono davvero per tutti. Se le private, finanziate, apriranno a tutti, dovranno essere in tutto simili alle pubbliche (ma allora avremo un sistema integrato e assai differente dall'attuale); o si dica chiaro e tondo che si vuole una scuola di eccellenza (per pochi, non esistono eccellenze di massa), ma gratis

 
20/02/2010 - C'è "un tempo per ... .. "i cambiamenti" (Roberto Pasolini)

Se posso riconoscere con Silvano che “qualche merito (pur senza volerlo) la trasmissione l’ha avuto; in particolare, quello di far conoscere ad un vasto pubblico alcuni esempi di scuola di eccellenza presenti nel nostro Paese”, sono, invece, convinto che il servizio di “Presadiretta” avesse anche il fine di riaprire uno scontro ideologico pubblico/privato che sembrava assopito e concordo con chi, in altro articolo, afferma che “E’ ora di smetterla” e che sia giunto l tempo “di ragionare tutti insieme sulle possibili soluzioni, anziché (tornare a) questi obsoleti e ridicoli appelli alla lotta di classe”. Ricordo che il Presidente La Forgia quando contribuì con determinazione ad emanare in Emilia e Romagna una legge che assegnava contributi alle scuole non statali fu fortemente osteggiato da molti suoi compagni di partito (PCI) ai quali ribatteva che “se vi è una legge di sinistra questa è la legge di parità poiché permette anche ai meno abbienti di avere servizi che altrimenti si potrebbero permettere solo i ricchi”. Da qui dobbiamo partire e come ricorda Silvano introdurre nel sistema forme di liberalizzazione che spingano tutti, scuole statali e non statali, verso un reale miglioramento. L’autonomia è lo strumento principe. Occorre avere il coraggio “tutti insieme” di scommettere sulla sua piena realizzazione, “mettere a nudo il re” e non difendere più, per partito preso, rendite di posizione. Questa è “ingiustizia sociale” o “una giusta battaglia civile per tutti”?

 
18/02/2010 - LIBERTA' DI SCELTA (ARRIGO MASINELLI)

MA QUANDO SI DECIDE QUESTO GOVERNO A VARARE ALMENO LA DETRIBILITA' FISCALE PER LE RETTE SCOLASTICHE ? MI POTRESTE SE C'E'UNA PROPOSTA DI LEGGE CHE SIA IN VIA DI APPROVAZIONE ? MI INTERESSA VISTO CHE HO SEI FIGLI E FREQUENTANO TUTTI UNA SCUOLA NON STATALE (KARIS FOUNDATION A RIMINI)CHE MI COSTA SOLO DI RETTE UN PATRIMONIO, MA SO CHE SONO SOLDI SPESE MOLTO BENE !!!

 
18/02/2010 - Un invito (VINCENZO SILVANO)

Gent. sig, Kubla,(?)(non siamo così ingenui: Kubla Khan, oppure "Visione in un sogno", è un poemetto, mai completato, di Samuel Taylor Coleridge.) Innanzitutto la tanto vituperata Dote Scuola ha diverse componenti: il Buono Scuola, introdotto per permettere la libertà di scelta educativa; l’Integrazione al Buono Scuola, che è un sostegno aggiuntivo per le famiglie più bisognose; il Contributo per la Disabilità, cioè un aiuto per consentire una formazione personalizzata ai ragazzi portatori di handicap; il Sostegno al reddito, pensato per la permanenza dei ragazzi meno abbienti nel sistema dell’istruzione statale o nell’Ifp regionale (con ISEE inferiore o uguale a 15.458 euro), oltre alla componente Merito, creata per premiare gli allievi più brillanti delle scuole statali Infine, la Dote Scuola per l’Istruzione e Formazione Professionale, che è un contributo che copre interamente le spese di frequenza dei ragazzi iscritti ai corsi regionali di istruzione e formazione professionale. La dote è stata pensata per sostituire e ampliare quelle misere provvidenze per lo studio, per famiglie con ISEE –in genere- fino a 10.633 euro. Come vede non ci nascondiamo dietro un dito, come magari fanno quelli che per non esporsi si firmano con uno pseudonimo…E per dimostraglielo con ancora maggiore chiarezza, la invitiamo a venirci a trovare e a conoscere direttamente la realtà delle scuole paritarie; è sufficiente, che scriva una mail a: segreteria@foe.it Saremo lieti d'incontrarla

 
18/02/2010 - Dote Scuola di Regione Lombarida (Marcello Bianchi)

Invito tutti i dubbiosi e curiosi sulla dote scuola messa a disposizione della Regione Lombardia, di fare riferimento al sito ufficiale, in modo da dissipare tutti i dubbi sulle finalità dell'iniziativa e avere più dettagli rispetto a quei pochi (e presentati male) della trasmissione di Rai3. http://www.formalavoro.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Page&childpagename=DG_IFL%2FDGLayout&cid=1213341315453&p=1213341315453&pagename=DG_IFLWrapper Marcello

 
18/02/2010 - L'ingiustizia, lo scandalo! (Khan Kubla)

In quanto telespettatore della puntata in questione posso assicurare che il sentimento di ingiustizia non è nato dal fatto che esistano scuole a pagamento in grado di fornire servizi inimmaginabili per la quasi totalità degli studenti italiani (ma forse non finlandesi, tedeschi, svedesi, norvegesi, ecc.). Il senso di ingiustizia è nasce dal fatto che secondo i dati forniti dalla trasmissione e non smentiti, in Lombardia una piccolissima minoranza di famiglie a reddito medio-alto (grazie a una semplice autocertificazione di un reddito inferiore a € 46.500 euro, sic!) percepepisce direttamente un lauto bonus che costa alle casse della Regione una cinquantina di milioni di euro; mentre alle famiglie che mandano i propri figli alla scuola statale(la stragrande maggioranza) vengono erogati una ventina di milioni di euro (la metà) secondo criteri e procedure stringenti (reddito certificato ISEE minore di 15.000€ ) = direttamente a pochi "fortunati" 400 euro a famiglia, a tantissimi "sfortunati" 3,2 euro (sic!) a famiglia. Questa è l'ingiustizia, questo è lo scandalo. L'articolista non si nasconda dietro un dito parlando di libertà di scelta.