BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Educazione

SCUOLA/ 2. Perché lo Stato legittima le paritarie ma punisce le famiglie?

ragazziR375_19set08.jpg(Foto)

 

Se infatti l’istruzione è, oltre che diritto individuale, anche “bene pubblico”, discendono alcune conseguenze: è compito pubblico (cioè dello Stato-comunità, della Repubblica) rendere effettivo su un piano di parità tale diritto; non è possibile - anzi, illegittimo alla luce della Costituzione - limitare tale libertà introducendo ragioni di disparità economica; è compito dello Stato-comunità, in quanto l’istruzione è bene pubblico, sostenerne economicamente il conseguimento; va attivata una modalità equitativa per realizzare sia la libertà di scelta sia il sostegno economico.

Va quindi riconosciuta a genitori e famiglie la loro responsabilità educativa e condizioni di pari dignità e di uguaglianza nella scelta della scuola. Cercare di dare questa possibilità alle famiglie vuol dire, tra l’altro, migliorare il sistema nazionale di istruzione, qualificare e selezionare i grandi costi dell’istruzione, elevare il livello qualitativo degli studi e l’affezione agli studi stessi da parte degli studenti. Significa, in ultima analisi, motivare in tutti i soggetti della scuola una maggiore responsabilità.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
21/02/2010 - Cittadini "uguali" davanti alla Costituzione (Roberto Pasolini)

L’articolo offre un importante contributo alla discussione sulla “giustizia sociale” legata alla realizzazione della parità scolastica. Se si affronta obiettivamente il tema costituzionale evidenziato, occorre riconoscere che indica con chiarezza che ogni cittadino “ha il dovere di assolvere l’obbligo scolastico per almeno otto anni” (oggi sono dieci), ma non indica che questo “debba” essere assolto in una scuola statale. Se prima della legge 62 un’interpretazione restrittiva poteva far pensare che dovesse essere assolto in una scuola del sistema nazionale, quindi statale, dopo non è più così! L’art. 1 dice con chiarezza che ne fanno parte sia le scuole statali, sia le paritarie, con pari dignità! Questo fa di fatto cadere anche qualche affermazione ideologica. Mi riferisco alla dote data a chi ha un reddito elevato (ricordo che c’è un tetto). Domanda, visto il dettato costituzionale, vista la legge di parità, per quale motivo una famiglia abbiente ha diritto a far frequentare ai propri figli la scuola dell’obbligo, in via assolutamente gratuita, presso una scuola statale, mentre deve pagarsi il servizio se frequentano una paritaria? Dei due l’una: o una famiglia abbiente deve pagarsi (anche parzialmente) l’istruzione dei figli e allora si abbia il coraggio di modificare la Costituzione, o dovrà usufruire delle stesse condizioni, perché sono gli stessi cittadini i cui diritti sono garantiti dalla stessa Costituzione, senza “stracciarsi le vesti”, senza ideologie preconcette.