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SCUOLA/ Il caso di Lecco, quando l’autonomia è a portata di mano

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La progettazione inizia con la puntualizzazione del risultato che si vuole ottenere.

La progettazione si sviluppa per raffinamenti successivi.

1)     I traguardi generali (di fine quinquennio) sono quelli indicati nei programmi ministeriali

2)     L’attività curriculare, finalizzata allo svilupop progressivo delle capacità previste dai diversi indirizzi di studio, segue l’ipotesi di lavoro elaborata dal Collegio dei Docenti

3)     Gli insegnamenti sono coordinati dai consigli di classe per ottenere la loro convergenza verso i traguardi comuni annuali

4)     I docenti, supportati dai Dipartimenti disciplinari, mettono a punto specifici percorsi per conseguire gli obiettivi collegialmente individuati, gli obiettibi dell’apprendimento indicati nei programmi delle diverse materie (competenze) e per trasmettere le conoscenze disciplinari        

5)     Il collegio dei docenti, avvalendosi del lavoro della commissione Valutazione Efficacia Attività Didattica segue l’attività formativa della scuola per misurare il grado di conseguimento degli obiettivi programmati: l’analisi dello scostamento obiettivi/risultati facilita il governo del servizio scolastico

La progettualità d’istituto sarà inoltre arricchita da una pluralità di specifiche attività finalizzate a integrare e a rinforzare l’architettura generale della vita della scuola; tali interventi saranno attuati tramite un’azione collaborativa dei diversi soggetti del sistema-scuola.

 

Si può osservare:

1.         L’ipotesi formulata dal collegio è la concretizzazione del paragrafo “coordinamento didattico” del progetto ministeriale Mercurio

2.         le capacità, scandite nelle tabelle Programmazione dell’azione educative, sono viste come processi. CONFRONTA IL GRAFICO (Fig.1) ALLEGATO

3.         I consigli di classe ottengono la convergenza degli insegnamenti orientandoli verso la promozione delle capacità definite dal collegio dei docenti;

4.         I dipartimenti disciplinari operano per uniformare le sollecitazioni didattiche dell’istituto;

5.         La commissione Valutazione Efficacia Attività Didattica, la cui funzione è prevista dalle vigenti disposizioni di legge, garantisce il superamento dell’arcaico modello di scuola fondato sulla trasmissione delle conoscenze: lo studente e le sue qualità sono l’architrave del servizio scolastico.

 

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COMMENTI
02/03/2010 - Commento (Giorgio Taglietti)

Credo che vada fatta una premessa a questo articolo altrimenti ciò che viene indicato sembrerebbe semplicemente un aggiustamento delle cose oppure una riforma già fatta. All’avvio della riforma è cruciale farsi alcune domande che aiutino a chiarire, rivelare, definire l’identità di una singola scuola, in una parola la “Mission”. Da quel che capisco l’ITC Parini ha già avviato questa riflessione. Non so se l’ha fatto con tutte le componenti del territorio, perché questa è un’altra sottolineatura della riforma, perché l’esclusione della componente territoriale o sociale è uno dei fattori dell’autoreferenzialità. E qui faccio una seconda osservazione che riguarda gli insegnanti e la resistenza al cambiamento o la paura della valutazione. Gli insegnanti non hanno paura di cambiare i libri o i programmi o rovesciare la scuola se si sa bene dove andare. In realtà gli insegnanti vedono che l’autoreferenzialità viene dalla chiusura della scuola all’ambiente esterno a cui per norma dovrebbe rispondere e da una società che ha rinunciato alla sua funzione educatrice e che chiede alla scuola un ambiente protetto dove parcheggiare i propri figli. Detto questo mettiamo in piedi tutte le prove e i controlli che vogliamo.