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SCUOLA/ Il caso di Lecco, quando l’autonomia è a portata di mano

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Corollario finale. L’itc Parini, coinvolgendo i dipartimenti disciplinari nell’attività di progettazione, ha identificato e circoscritto due ostacoli all’ammodernamento della scuola. Il primo riguarda la resistenza opposta dai docenti ai cambiamenti, resistenza che deriva, anche, dalla paura di abbandonare i libri di testo, indiscusso e scuro fondamento della loro attuale professionalità. Si prospetta, infatti, la loro sostituzione a partire dalla progettazione didattica collegiale e dalla messa a punto di occasioni d’apprendimento concertate. In tal modo l’insicurezza derivante da un lavoro senza rete di protezione è drasticamente ridotta. Il secondo impedimento appare sullo sfondo, ha natura organizzativa gestionale, riguarda la cosiddetta autoreferenzialità. Si tratta della confusione esistente tra le figure del controllore e del controllato. L’anomalia potrebbe essere risolta se i docenti sovrintendessero alla sola valutazione formativa che si sostanzia del monitoraggio dei processi di apprendimento, mentre a un'apposita commissione, alle dipendenze dei dipartimenti disciplinari, fosse delegata quella sommativa che risolve le esigenze amministrative. Le prove dovrebbero misurare le competenze specifiche che, come noto, derivano dall’intreccio di abilità e conoscenze. Se tale impostazione fosse praticata la qualità del servizio avrebbe un repentino cambiamento e il controllo di gestione diventerebbe prassi ordinaria.



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COMMENTI
02/03/2010 - Commento (Giorgio Taglietti)

Credo che vada fatta una premessa a questo articolo altrimenti ciò che viene indicato sembrerebbe semplicemente un aggiustamento delle cose oppure una riforma già fatta. All’avvio della riforma è cruciale farsi alcune domande che aiutino a chiarire, rivelare, definire l’identità di una singola scuola, in una parola la “Mission”. Da quel che capisco l’ITC Parini ha già avviato questa riflessione. Non so se l’ha fatto con tutte le componenti del territorio, perché questa è un’altra sottolineatura della riforma, perché l’esclusione della componente territoriale o sociale è uno dei fattori dell’autoreferenzialità. E qui faccio una seconda osservazione che riguarda gli insegnanti e la resistenza al cambiamento o la paura della valutazione. Gli insegnanti non hanno paura di cambiare i libri o i programmi o rovesciare la scuola se si sa bene dove andare. In realtà gli insegnanti vedono che l’autoreferenzialità viene dalla chiusura della scuola all’ambiente esterno a cui per norma dovrebbe rispondere e da una società che ha rinunciato alla sua funzione educatrice e che chiede alla scuola un ambiente protetto dove parcheggiare i propri figli. Detto questo mettiamo in piedi tutte le prove e i controlli che vogliamo.