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SCUOLA/ Apprendistato o liceo? Non è la scuola, ma la scelta sbagliata a “rovinare” i ragazzi

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Irene oggi è una ragazza solare e sa bene cosa vuole; ha iniziato a frequentare il primo anno di Economia e Commercio e fra qualche settimana darà il suo primo esame.

Mi racconta dei suoi compagni di corso e dei nuovi studi e io non posso non tornare con la mente a sei anni fa quando Irene era invece una ragazzina fragile e insicura. I genitori erano coscienti delle sue difficoltà, non solo scolastiche, e si erano rivolti al Centro di Formazione Professionale Canossa come “ultima spiaggia”, e non per modo di dire.

Così Irene ha iniziato il suo percorso triennale di formazione professionale. I suoi primi anni di scuola non sono facilissimi, tanto che in terza, l’anno degli esami, si decide per la bocciatura, con la speranza che un altro anno possa renderla più matura e in grado di ottenere migliori risultati.

«Lo sa - mi dice ora - io vi devo ringraziare per avermi fatto ripetere l'anno, è da lì che sono ripartita». E infatti l'anno dopo viene ammessa agli esami e ottiene la qualifica di “Addetta ai Servizi Amministrativi di Impresa”; decide poi di frequentare, sempre al CFP Canossa, il quarto anno e infine il grande salto, impensabile solo tre anni prima: «Mi sono iscritta al quinto anno di ragioneria, e lì, per la prima volta, ho pensato che avrei potuto puntare all'Università. Ho faticato parecchio: i ritmi e la mole di studio erano differenti, ma ho visto che ce la potevo fare e ci ho dato dentro». E Irene ce la fa, supera la maturità (tra gli allievi che provengono dal CFP ha la valutazione migliore) e ora è iscritta all'Università, «è un’altra persona, ha un’altra faccia», mi dice un collega e il papà già mi aveva detto «non ci speravamo quasi, e invece è come rinata».

 

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COMMENTI
01/03/2010 - Quali scelte? (Fabio Milito Pagliara)

Vero è la scelta sbagliata a "rovinare" i ragazzi, il problema è che quante più scelte ci sono tante più possibilità di sbagliare ci sono, forse sarebbe il caso di offrire un percorso educativo e formativo con un nucleo forte e comune a tutti facilitando così da un lato organizzazione e logistica (tanto di strutture che di formazione e assunzione dei docenti) e dall'altro nelle ore dell'autonomia (anche da potenziare e crescenti all'avvicinarsi alla maturità) si attivino percorsi diversi a secondo degli interessi dei ragazzi, dagli stage in azienda ai corsi per prepararsi all'ingresso all'università). Personalmente penso che il ripensamento dovrebbe essere molto più radicale di quanto immaginato e proposto finora. Cordialmente, Fabio Milito Pagliara