BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ L’ultima follia dei licei: genitori e studenti danno il voto ai professori

Pubblicazione:

irriverenteR375_01mar10.jpg

 

Solo l’esperienza diretta di come il proprio figlio apprende o si relaziona con loro li abilita a esprimere un giudizio (in numeri o in parole è questione del tutto secondaria) su un professionista che ha i titoli e i limiti di qualsiasi persona che svolga un lavoro? E come la mettiamo con gli scambi di informazione sulle qualità dei prof? Qui non vige alcun segreto professionale e si spalancano le porte ai rivoli dei pettegolezzi, che sono il sale dei posti in cui si parla tanto perché si lavora poco.

Quanto ai giudizi dati dagli studenti l’insegnante intelligente sa benissimo che cosa pensano di lui le sue classi da come lo aspettano al cambio dell’ora, se portano puntualmente i compiti, se non esagerano con le assenze strategiche. Il loro giudizio espresso ad ogni quadrimestre non è un ricatto o una possibilità di vendetta: è una cosa superflua, e come tutte le cose inutili, dannosa, non fosse altro perché fa perdere tempo e distrae dal compito ben più arduo di esaminare se stessi. L’insegnante non intelligente o poco capace di fare il suo mestiere non sarà scalfito da alcun giudizio e dunque esso si dimostrerà inutile, come nel primo caso.

A che pro tutto questo, che si avvia a diventare una nuova moda? Forse a dare un altro colpo di piccone non alla figura dell’insegnante, ma alla figura autorevole, in un gioco masochista che produce da troppi anni insicurezza, presunzione e ignoranza.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
07/03/2010 - articolo cioni (Mariapia Saporiti)

Condivido completamente quanto scrive Laura e la risposta alle lettere che riceve in merito. Pia

 
04/03/2010 - E allora chi li valuta? (Carola B.)

Dalla mia remota esperienza di studentessa liceale ricordo che metà del corpo docente era IMBARAZZANTE. Fra cui l'insegnante di italiano e quella di latino e greco. Non proprio materie minori in un liceo classico. Eppure gli insegnanti sono inamovibili. Posso capire che uno si senta a disagio a essere valutato da studenti e genitori, ma in alternativa che cosa propone? Non è possibile in una scuola avere professori che non insegnano, che non vengono richiamati, che non vengono destinati ad altre mansioni. In qualche modo bisogna introdurre un criterio di valutazione, altrimenti non tutti i ragazzi hanno la chance di imparare davvero qualcosa a scuola.

RISPOSTA:

Ritiene davvero che la valutazione di studenti e genitori possa migliorare la qualità dell'insegnamento? Se valutazione ci deve essere, sia almeno fatta da persone competenti in materia. Ma ribadisco che la valutazione è la nuova parola magica dalla quale ci si aspetta una novità positiva in questa scuola che tutti abbiamo contribuito a peggiorare. Io non credo che essa risolva il problema di insegnanti poco preparati o incapaci. Occorrerebbe forse che i docenti si guadagnino sul campo quella dignità che è stata loro sottratta da decenni come stima sociale, come stipendio, come rispetto dovuto a persone che compiono un lavoro difficile e indispensabile per il futuro della convivenza civile. A mio parere la valutazione di genitori e studenti è un altro gradino in discesa come principio, non per il disagio soggettivo di essere giudicati. Ci sono già strumenti minimali per una verifica: se l'anno di prova fosse veramente tale ad esempio, sarebbe un passo in avanti sulla strada del rispetto degli studenti, che hanno il diritto di avere docenti non imbarazzanti, e dei professori, tra i quali ritengo ci sia qualcuno che lavora onestamente e che non avrebbe remore ad essere valutato dai colleghi o dal dirigente scolastico. Laura Cioni

 
02/03/2010 - Commento (ROBERTO VECCHIO)

Concordo sul rischio della valutazione se fatta senza regole; ma una valutazione serve "espressa". Siamo nella logica di impresa cliente - fornitore. Ho difficoltà a condividere il giudizio di Laura: " Che competenza hanno i genitori per giudicare...". Ma allora a che servono i genitori nella scuola? Gli insegnanti collaborano, nel bene e nel male, al progetto educativo dei genitori (che in molti casi non hanno)...e non viceversa. Che poi noi genitori abbiamo grossi limiti ..concordo, ma il giudizio è pesante!

RISPOSTA:

Capisco la sua perplessità. Mi pare tuttavia che i genitori che ne sentano l'urgenza possano già ora collaborare nella scuola in molti modi. Dall'introduzione dei decreti delegati a oggi c'è stata una notevole riduzione della partecipazione delle famiglie ai consigli di classe e un incremento ai colloqui personali con gli insegnanti. C'è poi sempre la possibilità, in caso di problemi gravi, di rivolgersi al dirigente scolastico. Ritengo che questi spazi siano sufficienti e hanno il vantaggio del contatto personale. Certo, se il criterio è oramai quello della soddisfazione del cliente, è chiaro che valutare l'operatore che concorre alla riuscita del prodotto diventa importante. Ma non va dimenticato che nell'azienda scuola il prodotto, chi valuta e chi è valutato sono persone, non cose. Ogni test, anche il più raffinato, è pur sempre inadeguato a cogliere la sostanza della vita in una classe. Laura Cioni

 
02/03/2010 - La valutazione nel pubblico impiego (Manfredi Limentani)

Concordo pienamente con il contenuto dell'articolo. Non è con i voti dei ragazzi e dei genitori che si migliora la scuola. Ma rimane comunque il problema della valutazione degli insegnanti e dei dirigenti scolastici (come di tutti i dipendenti pubblici!). Innanzitutto ad una valutazione devono corrispondere conseguenze: per esempio di salario (riconoscimento del buon lavoro svolto). Servono criteri oggettivi di valutazione impostati da competenti. Nell'esempio dell'articolo i genitori ed i ragazzi potrebbero ben dare giudizi sulla gestione della scuola e non sulla competenza degli insegnanti. Mentre, altro esempio, la commissione esterna per le maturità potrebbe ben giudicare (e lo fa) la preparazione degli studenti e quindi la capacità degli insegnanti.

 
02/03/2010 - Moderni criteri di giudizio dell'insegnamento (Giuseppe Marcon)

Questo articolo è evidentemente di parte, come sinceramente molti altri in questo sito. Una scuola moderna deve prevedere un sistema di valutazione degli insegnanti, e questo non può escludere nessun fattore in gioco, non certo gli studenti che sono i destinatari finali dello stesso processo di insegnamento, ma in qualche misura nemmeno i genitori che almeno sui grandi numeri stupidi tutti non possono essere. Se i "prof" hanno paura del voto, che si proceda almeno con un questionario ragionato su come è stato percepito il contributo dell'insegnante. Se ne scoprirebbero delle belle!

 
01/03/2010 - chi è causa del suo mal ... (enrico maranzana)

La valutazione degli insegnanti da parte di studenti e genitori altro non è che una coerente prosecuzione dell'aberrante, ordinaria prassi scolastica. La qualità del servizio, infatti, è stata interpretata in termini di Customer Satisfaction, forse per ottenere consensi. Si tratta di un travisamento profondo, irresponsabile e dilettantesco: nella scuola la certificazione della qualità implica la dichiarazione esplicita della conformità del servizio alle norme vigenti. Chiediamoci: quante sono le scuole che hanno dichiarato nei loro POF i traguardi che vogliono conseguire in termini comportamentali? Perchè nelle scuole tanto si parla della distrubuzione oraria degli insegnamenti e nessuno tratta la questione delle competenze generali che devono essere garantite [CFR. profilo professionale nuovi regolamenti]? Perchè in classe gli insegnanti parlano, parlano, parlano e non tengono in alcuna considerazione le esortazioni, oggi presenti nei nuovi regolamenti, che vogliono il superamento della lezione cattedrattica con la sua sostituzione con la didattica laboratoriale? Anche quanto si scrive su questa rivista, spesso, privilegia l'aspetto sintattico (relazione tra le parti) a quello semantico, riguardante l'efficacia del servizio.