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SCUOLA/ Lucignolo contro i buoni maestri: chi vince la battaglia?

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L’opuscolo ingiallito della succitata ricerca ci è stato gentilmente fornito da Giovanni Polliani che allora presiedeva il sindacato che contava nella scuola il maggior numero di iscritti. Sventuratamente nessuno proseguì nelle indagini di quella profetica intuizione e, dopo la riforma previdenziale di Giuliano Amato del 1992 che aboliva le note baby pensioni, dall’osservatorio privilegiato del collegio medico di verifica della ASL Città di Milano alcuni specialisti registrarono l’aumento vertiginoso di richieste di inidoneità da parte della categoria insegnante rispetto alle altre categorie professionali.

 

La curiosità di comprendere lo strano fenomeno di frotte di docenti “molto strani” fece sorgere la domanda. Ma allora solo i matti vogliono fare gli insegnanti o solo gli insegnanti diventano matti? Quei medici inizialmente burloni però non rimasero indifferenti ed anzi approfondirono, studiarono e cominciarono a contare anno dopo anno l’evolversi della rischiosa situazione venutasi a creare in modo così clamoroso.

 

Ne nacque la prima ricerca comparativa intitolata GETSEMANI del 2002, pubblicata da SOLE 24 ORE SCUOLA. Anche il Maestro era caduto in preda al panico dopo soli tre anni d’insegnamento e - nell’orto degli ulivi - si era sentito solo e abbandonato.

 

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COMMENTI
10/03/2010 - Disagio: sììììììììììììì ! (ivano sonzogni)

Ai medici di famiglia è stato riconosciuto un aumento contrattuale di 180 euro mensili, agli insegnanti il governo sembra orientato ad offrirne 12! Evidentemente il disagio non è solo mentale. E' chiaro però che anche solo il martellamento a cui è sottoposto l'ambiente scolastico in questi ultimi anni rischia di aggravare il disagio degli insengnanti. Non voglio tornare sugli argomenti ben trattati nell'articolo, ma dichiaro che io personalmento vorrei una via di uscita dalla scuola, non verso la pensione (ho 52 anni), ma verso un altra attività nel comparto pubblico. Ho cercato lavoro, ma non ho ottenuto offerte interessanti, eppure anche solo di fronte ad una "riforma epocale" che non condivido ritengo che se questa vuole avere successo deve essere affrontata da personale che la condivide o che sia disposto a piegarsi alla sua logica. Ritengo poi che affrontare la questione del disagio mentale debba significare anche selezionare il personale con test psico-attitudinali (bisognerebbe farlo anche per i politici, ma questo è un altro problema), per evitare di introdurre nel personale persone non in grado di affrontare le tensioni tipiche di un lavoro basato in buona parte sulla relazione personale.

RISPOSTA:

Innanzitutto la ringrazio per aver apprezzato l'articolo e avuto il coraggio di postare il suo prezioso commento. Lei riesce a sdrammatizzare molto bene e quest o è un punto di forza a suo favore. La consapevolezza è il primo passo indispens abile a prevenire il rischio maggiore. Tuttavia desidera una via di uscita dall a scuola, non verso la pensione come molti altri del resto! In questo forum potrebbe condividere la sua ricerca http://www.orizzontescuola.it/forum e trovare l'occupazione degna della sua prof essionalità acquisita negli anni. Ma la scuola perderebbe un altro docente in ga mba...Non sono invece d'accordo sulla sua proposta di test psico-attitudinale d' ingresso per verificare la capacità di gestione delle molteplici relazioni(stude nti, colleghi, genitori e dirigenti scoalstici). Piuttosto sarebbe utile monitor are in itinere tutto il personale e/o introdurre un anno sabbatico retribuito al duplice scopo di aggiornarsi periodicamente e recuperare le energie profuse ann o dopo anno. I docenti universitari l'hanno già e negli USA è obbligatorio ogni sette per tutti! Quanti ai politici...mi auguro ci leggano e sollecitino il MINISTRO a rispondere all'interrogazione parlamentare che può leggere interamente qui http://www.burnout.blogscuola.it/ Cordialmente, Anna Di Gennaro