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SCUOLA/ Vince il tempo pieno: ma più ore in classe vuol dire più qualità?

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Certamente la società è cambiata in questi ultimi decenni, e le esigenze sono molteplici, ma occorre non generalizzare mai, e favorire la crescita del bambino, non forzare le tappe. Inoltre, se una mamma abita in certe zone di Milano, e avesse voluto suo figlio a casa, per mangiare, e poi fare i compiti a casa, non l’avrebbe potuto fare, perché non sarebbe riuscita a trovare neanche una scuola elementare con classi dal tempo scuola inferiore. 

 

Sono tutte a tempo pieno, e se qualcuno per caso ha chiesto un tempo-scuola inferiore ad una direzione didattica, gli hanno detto di rivolgersi altrove, poiché loro hanno organizzato per il prossimo anno scolastico solo classi a tempo pieno. Le statistiche dimostrano che su 7.728 sezioni di scuola elementare a Milano e in Provincia, solo 623 hanno un tempo scuola sotto le 40 ore, e la maggior parte di queste classi sono quarte e quinte. Nella città di Milano le scuole che offrono un tempo inferiore a 40 ore settimanali sono solamente 12.


Poniamo il caso, per esempio, che alcuni genitori (per esempio quelli che lavorano di sera) vogliano vedere il figlio di pomeriggio. Oppure, pensiamo ad alcuni bambini che avrebbero bisogno di riposo, o di un tempo da gestire liberamente a casa, per poter assimilare meglio quanto ascoltato il mattino. Non lo possono fare. Anche questa sarebbe una conquista di civiltà? È sempre sicuro che, in modo particolare, per un bambino di prima o seconda elementare è meglio avere a che fare subito con una pluralità di maestre?


La dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Milano, Giuliana Pupazzoni, ha affermato: «Il problema ci è stato segnalato, faremo le dovute verifiche. Voglio ricordare che le scuole sono al servizio delle famiglie e non il contrario. Se ci sono stati atteggiamenti scorretti li correggeremo». Resta quindi il dubbio che, in alcuni casi, si siano privilegiati altri interessi al bene del bambino. La prossima volta, quindi, prima di esultare per una conquista di progresso, pensiamo a tutti gli aspetti concatenati, perché altrimenti ci vanno di mezzo le persone, e in questo caso, sono persone che non riescono a far valere le loro ragioni: siamo noi, con la nostra attenzione e il nostro affetto, che dobbiamo capire che cosa è veramente il loro bene.

 



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COMMENTI
12/03/2010 - 34 ore sono troppe a 19 anni e 40 sono poche a 6? (Sergio Palazzi)

...è un mondo difficile, si diceva una volta. Io ho SOFFERTO vedendo mia figlia andare a scuola per BEN 30h alla settimana alle elementari, e ora alle medie; certo, ho la fortuna di una nonna sempre pronta ad ospitarla e accudirla. In compenso mi sento dire che tenere a scuola per 34h ragazzoni di 18 anni (non per forza seduti in un banco, ma anche in laboratorio, palestra, biblioteca) sia una inutile crudeltà. In entrambi i casi, ho l'impressione che sia irrilevante CIO' CHE SI FA, COME e PERCHÉ, in quelle ore. Al mattino i bimbi devono fare poche ore, soprattutto di italiano e matematica, si commenta: dando per scontato che le altre 25-30h siano di serie B? Che, tra l'altro, l'alfabetizzazione linguistica e quella logico-scientifica siano conseguibili solo durante le ore etichettate come "italiano" e "matematica"? Sembra di fare due passi indietro rispetto a Gentile! Purtroppo, confrontando il ruolo della scuola di base e di quella superiore, che esce anche da queste pagine, si dà all'ente-scuola un senso praticamente opposto: da un lato, sostituto totalitario (48h!) di ogni altra "agenzia" educativa o assistenziale, dove tuttavia il tempo dedicato all'apprendimento "vero" sia minimo (senza però il coraggio di chiamarlo "posteggio a tempo pieno"); dall'altro, pare ovvio che la formazione culturale, civica, lavorativa etc. del giovane adulto si possa raggiungere timbrando il cartellino poche ore alla settimana su una dozzina di materie diverse. É proprio un mondo difficile!

 
12/03/2010 - scuola di qualità (Piero Atzori)

mi pare si debba separare una scuola di qualità al mattino, per quattro ore, con il massimo possibile di investimento, da una scuola pomeridiana, dove il bambino vada lasciato più libero e vada seguito da personale non necessariamente ai massimi livelli. Dunque mi pare assurdo relegare l'italiano e la matematica al pomeriggio.