BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

REGOLAMENTI GELMINI/ 1. Il preside: alle scuole professionali serve meno astrazione e più laboratori

Pubblicazione:

scuolastrumentiR375_03nov09.jpg

Anche per questi tentativi si vuole studiare l’avventura dei Dipartimenti, che il Collegio ha già deciso di intraprendere. Non sarà solo questione di aggregare gruppi di materie, ma di imparare da alcuni lavori fatti fin’ora. Infatti iniziare a transitare dalla scuola dei programmi (assolutizzati e conservati dai tradizionali gruppi di materie) alla scuola delle competenze, esige un lavoro di correlazioni disciplinari, di progettazione per temi, ambiti e obiettivi. Questo chiede il tentativo del passaggio dalla collegialità alla cooperazione professionale, dalla frontalità al lavoro attivo, sicuramente la più grande fatica della scuola secondaria di secondo grado, ma quella decisiva, perché si impone dalla realtà dei ragazzi che abbiamo di fronte.


Per le medesime ragioni di realismo abbiamo per ora deciso di non costituire formalmente il Comitato tecnico-scientifico, perché confuso nelle reali finalità, contraddittorio nelle competenze ed estrapolato da un serio riordino della governance delle scuole. D’altra perché esistono già momenti formali ed informali di confronto con i protagonisti del mondo del lavoro locale e nazionale che sarebbe inutile sostituire.

 

Questi rapporti di una scuola con i suoi partner privilegiati, non sempre facili con un mondo non sempre sensibile alla formazione sono vitali. Ma purtroppo sono resi precari dalla assenza di norme - anche nel nuovo Riordino - e dalla mancanza di risorse sempre più risicate. Quest’anno gli stanziamenti per l’alternanza e per la Terza Area sono un terzo di quelli dell’anno scorso. Eppure si è cominciato a parlare di come ampliare i periodi di lavoro in azienda, che dovranno assumere servire per meglio comprendere quanto acquisito in classe e nei laboratori.


Purtroppo per le stesse ragioni economiche dette sopra la possibilità di stipulare contratti d’opera con esperti del mondo del lavoro e delle professioni resterà un pio desiderio, salvo che Stato o Regioni non decidano di ricominciare ad investire. Sono solo opportunità e percorsi per non fare di questo riordino un occasione sprecata di ripresa di quello che ritengo il più importante ramo dell’istruzione giovanile oggi.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
16/03/2010 - La scuola a servizio dell'uomo (enrico maranzana)

I nuovi regolamenti per i professionali all'art. 5 comma 2 d) recitano:i percorsi "si sviluppano soprattutto attraverso metodologie basate su la didattica di laboratorio, anche per valorizzare stili di apprendimento induttivi; l'orientamento progressivo, l'analisi e la soluzione dei problemi relativi al settore produttivo di riferimento; il lavoro cooperativo per progetti; la personalizzazione dei prodotti e dei servizi attraverso l'uso delle tecnologie e del pensiero creativo .." che in sintesi significa una didattica "a crescere" finalizzata a promuovere processi d'astrazione. In altri termini: la norma disegna un servizio al servizio dello studente, mirato allo sviluppo delle sue potenzialità: non devono essere precluse le possibilità di ascendere ai gradi più elevati della cultura. La natura del compito esige il coordinamento di tutte le attività d'istituto, di una visione unitaria del servizio, d'ipotesi di intervento e del feed-back .. vale a dire dell'assunzione di responsabilità da parte degli organismi collegiali che, da anni e sistematicamente, eludono la legge. In quest'ottica é importante focalizzare e riflettere sull'affermazione: "passaggio dalla collegialità alla cooperazione professionale", espressione di un'idea di scuola che rigetta le indicazioni del nostro parlamento, classificate nell'articolo come "sbagliate".