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REGOLAMENTI GELMINI/ 2. Il preside (Liceo): ora serve un percorso di studi convincente

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Entrando ancor più nella proposta dei quadri orari si può notare come vi sia una vera e propria introduzione di maggiori spazi dedicati all’asse dei linguaggi matematico-scientifici. La materia di fisica inizia ora nella prima classe nel liceo scientifico, così è anche per scienze. Che cosa significa? Si tratta qui di flettere la docenza da un sapere disciplinarista ad un’attenzione metodologica mirata ad un sapere che possa usare spazi laboratoriali e multimediali: un vero e proprio percorso propedeutico alle discipline per degli studenti “alle prime armi”. Questo succede al liceo scientifico, similmente al classico dove vi è un’espansione del tempo scuola dedicato alla scienza ed alla matematica, e – in generale – anche negli altri percorsi liceali.


Come sarà possibile, però, proporre un convincente percorso di studi? Le attuali strutture collegiali, consigli di classe e dipartimenti disciplinari, non sembrano poter reggere ancora. È forse il caso di pensare ad un luogo dove i docenti siano protagonisti della costruzione del percorso didattico e formativo funzionale al profilo di uscita dello studente. Per questo il coinvolgimento è decisamente più efficace in una “équipe di sezione” che affianchi l’azione del Dipartimento disciplinare e del Consiglio di Classe.


È lo spazio idoneo per una programmazione per profili e competenze in uscita il più possibile condivisa dai docenti e capace di definire un significativo percorso quinquennale. Ciò implica che i docenti diventino capaci di progettare collegialmente un percorso formativo che garantisca tappe successive e progressive di apprendimento.


Da ultimo una considerazione realistica sul fatto che utilizzando i margini dell’autonomia e della flessibilità organizzativa nelle quote percentuali e con tutti i vincoli legati alla impossibilità di determinare con delle scelte autonome degli esuberi non si sia in grado di modificare scuola per scuola i contenuti dell’attività didattica ed educativa.

 

(Giancarlo Sala, preside del liceo classico e scientifco "Banfi" di Vimercate)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
17/03/2010 - Non si puo' governare calpestando le regole (enrico maranzana)

E' vero, lo scenario è cambiato con l'enunciazione dei traguardi che le scuole devono conquistare. La scuola che traspare dai nuovi regolamenti abbandona il modello fondato sulla parcellizzazione del servizio e delle responsabilità tra gli insegnamenti. Non ha perciò fondamento l'affermazione: "Le attuali strutture collegiali, consigli di classe e dipartimenti disciplinari, non sembrano poter reggere ancora" in quanto gli organi di governo della scuola non sono mai stati messi in condizione di onorare il loro mandato: negli ordini del giorno degli organismi collegiali non sono mai stati inclusi adempimenti obbligatori quali la definizione dei "criteri generali della programmazione educativa", del disegno della "organizzazione e della programmazione della vita della scuola", della "valutazione periodica dell'andamento complessivo dell'azione didattica per verificarne l'efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell'attività scolastica", della convergenza degli insegnamenti verso traguardi comuni e condivisi. E' opportuno ricordare che negare l'importanza dell'impianto concettuale del TU del 94 significa calpestare i principi delle scienze dell'amministrazione che, se non rigorosamente e sistematicamente applicati, rendono il governo del servizio scolastico pura utopia. Questo l'errore che sembra trasparire dall'articolo.