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REGOLAMENTI GELMINI/ Riformiamo anche i libri di testo, insegnando ai ragazzi a "farne a meno"

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Cambia veramente tutta la scuola superiore e non solo i Licei ma dovremmo attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dei testi definitivi dei Regolamenti e degli Allegati per giudicare con cognizione di causa le scelte operate. Parlando dalla “trincea” senza conoscere, in questo caso da vicino, tutta la rete di contatti, consultazioni, pareri ecc. che intercorrono tra Ministero, Editori, giornali vari - per cui viene il dubbio che ciò che compare sui giornali sia solo una parte e non sempre completa di ciò che sta avvenendo, per cui ci asteniamo da commentare voci che appaiono caratterizzate in modo univoco - ci viene di riepilogare qualche considerazione generale in materia di libri di testo nel contesto di questo momento storico.


La nuova scuola superiore comincerà solo per le prime classi dal prossimo settembre. Chi ricorda qualcosa di storia della scuola italiana, dopo la riforma della scuola media del 1962, è dal 1965 che si attende un aggiornamento della scuola superiore, ma sono passati 45 anni perché la riforma abbia effettivamente inizio: è vero, nella professionale c’è stato il Progetto ’92 che ha cambiato l’ordinamento di quell’ordine di scuola, c’è stato il Decreto 226 del 2005 come sviluppo della Riforma Moratti (legge 53 del 2003) ma siamo ancora al vecchio ordinamento elaborato da Giovanni Gentile nel 1923.


E’ indispensabile che adesso la Riforma (in questo caso, Fioroni- Gelmini) cominci e che non ci siano ulteriori ritardi e che non si verifichino altri ripensamenti, altri “blocchi” comunque possano essere motivati. Questo è il valore primario: cominciare finalmente, perché solo cominciando si potranno riscontare i difetti e si potrà intervenire a ragione veduta per individuare i difetti e le giuste soluzioni. La nostra lunga esperienza di docenti e di dirigenti assicura che solo “facendo” si possono migliorare le cose; solo parlando non si risolveranno mai né si poteranno migliorare. Veniamo ai libri di testo.

 

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COMMENTI
18/03/2010 - sulla necessità dei libri di testo (SALVATORE SGAMBATO)

Ritengo che l'articolista viva nell'iperuranio....nel migliore dei mondi possibile i ragazzi delle scuole superiori dovrebbero ascoltare, prendere appunti, partecipare attivamente alle lezioni attraverso interventi ecc. La realtà è ben diversa: molti ragazzi fanno fatica a stare seduti nel banco, poichè non sono abituati all'ascolto ed all'attenzione. Se poi mi si consente di spendere parole di elogio verso il tanto vituperato "libro di testo", vorrei affermare il seguente concetto: a mio parere esso è l'unico strumento didattico "vero" di riferimento degli alunni, il quale è strutturato in modo da consentire un apprendimento quasi sempre scevro da approssimazioni o grossolani errori. In realtà inorridisco all'idea di una scuola superiore fatta esclusivamente dagli insegnanti, con tutte le parzialità di cui un individuo può essere capace. Il docente deve essere un "facilitatore" di apprendimenti, non il depositario di una "presunta" cultura disciplinare monocratica ed il confronto con i libri di testo ed i continui aggiornamenti degli stessi è essa stessa fonte di primario arricchimento ed aggiornamento critico del bagaglio culturale di qualsiasi profennionista di conoscenza. altro discorso è fare del libro di testo l'unico punto di triferimento degli alunni e l'unico depositario della verità; ma, per carità, non eliminiamoli! Bruciare i libri (dire che se ne può fare a meno equivale ad eliminarli e "silenziarli") appartiene ad una cultura oscurantista che non condivido

 
17/03/2010 - Gli emuli di Bruschi ed il mondo dei sogni (Franco Labella)

Forse bisognerebbe far leggere a chi ha scritto questo articolo la lettera pubblicata oggi da un lettore di Repubblica, redattore di una casa editrice scolastica. Questo lettore si chiede in che mondo viva Bruschi che per coprire le approssimazioni ed i ritardi assurdi delle Indicazioni nazionali propone cose amene come libri on line ed altre assurdità come l'uso delle biblioteche scolastiche per le quali il MIUR non spende una lira da tempo e nelle quali non vuole si utilizzi personale specializzato per trasformare i depositi librari delle scuole in moderni servizi bibliotecari. Il lettore si chiede in che mondo viva Bruschi che ignora il digital divide ed anche in quali condizioni operano le scuole statali. Vedo che i sognatori alla Bruschi, però, si moltiplicano. Giusto oggi pomeriggio ho corretto gli appunti di una mia studentessa. Non c'era una divisione in sillabe corretta e temo sia l'effetto del linguaggio degli SMS. E siamo in una prima classe di un linguistico. Il mondo dei sogni è un gran bel mondo.... I have a dream: che della scuola si occupi chi ne ha cognizione. Sono anch'io un gran sognatore Franco Labella

 
17/03/2010 - Il libro di testo = la lezione del docente (enrico maranzana)

Usando il metodo degli appunti? L'insegnante parla e lo studente si adegua .. tipica situazione della scuola del "vecchio ordinamento elaborato da Giovanni Gentile nel 1923". I nuovi regolamenti, invece, prefigurando l'organizzazione dei percorsi a partire dai laboratori, da situazioni d'apprendimento fondate sull'esperienza diretta e concreta degli studenti. Forse l'articolista comincia a rimestare nel pentolone, per intorbidirne il contenuto, per impedire i necessari cambiamenti del servizio scolastico?