REGOLAMENTI GELMINI/ Riformiamo anche i libri di testo, insegnando ai ragazzi a "farne a meno"
mercoledì 17 marzo 2010
Cambia veramente tutta la scuola superiore e non solo i Licei ma dovremmo attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dei testi definitivi dei Regolamenti e degli Allegati per giudicare con cognizione di causa le scelte operate. Parlando dalla “trincea” senza conoscere, in questo caso da vicino, tutta la rete di contatti, consultazioni, pareri ecc. che intercorrono tra Ministero, Editori, giornali vari - per cui viene il dubbio che ciò che compare sui giornali sia solo una parte e non sempre completa di ciò che sta avvenendo, per cui ci asteniamo da commentare voci che appaiono caratterizzate in modo univoco - ci viene di riepilogare qualche considerazione generale in materia di libri di testo nel contesto di questo momento storico.
La nuova scuola superiore comincerà solo per le prime classi dal prossimo settembre. Chi ricorda qualcosa di storia della scuola italiana, dopo la riforma della scuola media del 1962, è dal 1965 che si attende un aggiornamento della scuola superiore, ma sono passati 45 anni perché la riforma abbia effettivamente inizio: è vero, nella professionale c’è stato il Progetto ’92 che ha cambiato l’ordinamento di quell’ordine di scuola, c’è stato il Decreto 226 del 2005 come sviluppo della Riforma Moratti (legge 53 del 2003) ma siamo ancora al vecchio ordinamento elaborato da Giovanni Gentile nel 1923.
E’ indispensabile che adesso la Riforma (in questo caso, Fioroni- Gelmini) cominci e che non ci siano ulteriori ritardi e che non si verifichino altri ripensamenti, altri “blocchi” comunque possano essere motivati. Questo è il valore primario: cominciare finalmente, perché solo cominciando si potranno riscontare i difetti e si potrà intervenire a ragione veduta per individuare i difetti e le giuste soluzioni. La nostra lunga esperienza di docenti e di dirigenti assicura che solo “facendo” si possono migliorare le cose; solo parlando non si risolveranno mai né si poteranno migliorare. Veniamo ai libri di testo.
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I libri vengono utilizzati solo parzialmente. Ciò significa che in qualche caso il testo viene sì intensamente utilizzato, ed in questo caso converrebbe davvero avere sotto mano il manuale perfettamente confezionato su misura dei programmi, anche se il lavoro degli insegnanti non si limita a leggere il libro di testo, ma da questo prende spunto; in altri casi lo sono molto di meno; a fronte del grande vantaggio dell’effettivo inizio dei nuovi ordinamenti, trattandosi del solo primo anno, non sarà difficile per i docenti sapersi destreggiare, utilizzando le precedenti edizioni ed apportando quelle piccole e poche integrazioni che si rendessero necessarie.
Stimolare i ragazzi a superare qualche difficoltà sull’uso dei libri, motivandoli adeguatamente, usando il metodo degli appunti forse può perfino essere educativo per tutti cogliendo da una difficoltà l’occasione per far emergere le doti nascoste e così imparare come si fa ad imparare anche senza il libro di testo. Ultimo punto: forse è il momento di valutare la mole dei libri, il loro peso ed il loro numero: ci sono state pesanti e prolungate polemiche su questi due aspetti, in passato; probabilmente è giunto il momento di passare dalle parole ai fatti, senza enfasi ma con concretezza.
(di Fabiano Penotti Presidente CR.Forma Azienda per la Formazione Professionale - Cremona)
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Ritengo che l'articolista viva nell'iperuranio....nel migliore dei mondi possibile i ragazzi delle scuole superiori dovrebbero ascoltare, prendere appunti, partecipare attivamente alle lezioni attraverso interventi ecc. La realtà è ben diversa: molti ragazzi fanno fatica a stare seduti nel banco, poichè non sono abituati all'ascolto ed all'attenzione. Se poi mi si consente di spendere parole di elogio verso il tanto vituperato "libro di testo", vorrei affermare il seguente concetto: a mio parere esso è l'unico strumento didattico "vero" di riferimento degli alunni, il quale è strutturato in modo da consentire un apprendimento quasi sempre scevro da approssimazioni o grossolani errori. In realtà inorridisco all'idea di una scuola superiore fatta esclusivamente dagli insegnanti, con tutte le parzialità di cui un individuo può essere capace. Il docente deve essere un "facilitatore" di apprendimenti, non il depositario di una "presunta" cultura disciplinare monocratica ed il confronto con i libri di testo ed i continui aggiornamenti degli stessi è essa stessa fonte di primario arricchimento ed aggiornamento critico del bagaglio culturale di qualsiasi profennionista di conoscenza. altro discorso è fare del libro di testo l'unico punto di triferimento degli alunni e l'unico depositario della verità; ma, per carità, non eliminiamoli! Bruciare i libri (dire che se ne può fare a meno equivale ad eliminarli e "silenziarli") appartiene ad una cultura oscurantista che non condivido
Forse bisognerebbe far leggere a chi ha scritto questo articolo la lettera pubblicata oggi da un lettore di Repubblica, redattore di una casa editrice scolastica. Questo lettore si chiede in che mondo viva Bruschi che per coprire le approssimazioni ed i ritardi assurdi delle Indicazioni nazionali propone cose amene come libri on line ed altre assurdità come l'uso delle biblioteche scolastiche per le quali il MIUR non spende una lira da tempo e nelle quali non vuole si utilizzi personale specializzato per trasformare i depositi librari delle scuole in moderni servizi bibliotecari. Il lettore si chiede in che mondo viva Bruschi che ignora il digital divide ed anche in quali condizioni operano le scuole statali. Vedo che i sognatori alla Bruschi, però, si moltiplicano. Giusto oggi pomeriggio ho corretto gli appunti di una mia studentessa. Non c'era una divisione in sillabe corretta e temo sia l'effetto del linguaggio degli SMS. E siamo in una prima classe di un linguistico. Il mondo dei sogni è un gran bel mondo.... I have a dream: che della scuola si occupi chi ne ha cognizione. Sono anch'io un gran sognatore Franco Labella
Usando il metodo degli appunti? L'insegnante parla e lo studente si adegua .. tipica situazione della scuola del "vecchio ordinamento elaborato da Giovanni Gentile nel 1923". I nuovi regolamenti, invece, prefigurando l'organizzazione dei percorsi a partire dai laboratori, da situazioni d'apprendimento fondate sull'esperienza diretta e concreta degli studenti. Forse l'articolista comincia a rimestare nel pentolone, per intorbidirne il contenuto, per impedire i necessari cambiamenti del servizio scolastico?