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EDUCAZIONE/ Facchini: Ecco cosa abbiamo "insegnato" agli esperti mondiali di Dante...

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 Papa Benedetto XVI nel discorso che avrebbe dovuto tenere alla Sapienza di Roma scrive: «Che cosa è l’università? Qual è il suo compito? Penso si possa dire che la vera, intima origine dell’università stia nella brama di conoscenza che è propria dell’uomo. Egli vuol sapere che cosa sia tutto ciò che lo circonda». Questa brama di verità caratterizza il nostro essere presenti in università, seguendo i corsi, sostenendo gli esami, interloquendo con i professori.


L’instancabilità nel giudicare la realtà che impariamo nella immanenza alla vita della comunità ha fatto nascere iniziative e incontri inaspettati, sorprendenti, con persone di grande spessore culturale ed umano, per cui siamo diventati testimoni della verità di una frase di don Giussani: «C’è una insospettabile consanguineità tra chi veramente cerca e chi ha sinceramente trovato». Vorrei citare qualche esempio di questo ultimo periodo. Da qualche anno nell’Università degli Studi di Milano, a seguito della riforma che ridimensiona drasticamente lo studio di Dante Alighieri, alcuni di noi organizzano una lettura integrale della Divina Commedia, invitando docenti da tutto il mondo per delle conferenze in università.


Un docente di Princeton, Robert Hollander, tra i maggiori esperti mondiali di Dante, qualche giorno fa a cena con gli organizzatori di Esperimenti Danteschi (questo è il nome dell’iniziativa) ha affermato: «Il gusto con cui studiate è una cosa che ho sempre cercato e che mi manca. E invidio la vostra amicizia perché non si ferma allo studio ma coinvolge tutta la vita». O un altro famoso dantista, John Scott, dopo aver partecipato a uno di questi incontri, ci ha scritto: «Voglio assolutamente dirvi quanto io abbia apprezzato e gradito tutto quello che ho sperimentato a Milano: l'accoglienza, l'ambiente simpaticissimo, la vostra passione per Dante. Valeva la pena di vivere 77 anni per avere questa esperienza eccezionale!».


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