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EDUCAZIONE/ Facchini: Ecco cosa abbiamo "insegnato" agli esperti mondiali di Dante...

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Sono Stefano e frequento il quarto anno di Fisica a Milano. Per dire chi sono vorrei innanzitutto raccontare ciò che mi è accaduto quando ho incontrato il cristianesimo. Quando avevo 14 anni, mentre ero in vacanza con un gruppo di amici, uno di questi morì in un incidente. Per un lungo periodo cercai di eludere la domanda di significato che questo tragico evento mi poneva, in quanto non riuscivo nemmeno ad immaginare una possibile risposta. Un anno dopo incontrai un prete del movimento di Comunione e Liberazione che non ebbe paura di raccontare davanti a 6.000 persone (erano infatti gli Esercizi spirituali di Gs) ciò che era accaduto quell’estate.


Quel giorno mi accorsi di essermi imbattuto in qualcosa di assolutamente eccezionale, in qualcuno che non aveva paura della morte, e in particolare in qualcuno che non aveva paura della mia domanda di significato di fronte ad essa. L’incontro con quel volto particolare è stato per me l’incontro con Cristo, con una Presenza che mi ha ama e mi stima così profondamente da permettermi di guardare a tutta l’immensità e insondabilità delle esigenze che mi costituiscono strutturalmente.


L’esperienza che vivo in università nasce innanzitutto dall’aver incontrato una Presenza, una compagnia, un luogo in cui le esigenze del mio cuore sono incessantemente prese sul serio e provocate. Il Movimento infatti per me è una realtà umana in cui sono continuamente abbracciato e quindi sfidato a paragonare tutto ciò che accade con queste esigenze. È un’educazione continua della mia umanità, un’educazione a sperimentare che cosa c’entra la fede con ogni aspetto della vita. La serietà nel vivere l’università nasce da questo incontro: siamo mossi a investire tutta la realtà, a partire dallo studio, con le domande che il rapporto con Cristo vivo ridesta.


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