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EDUCAZIONE/ Franchi: la carità ci fa scoprire quello di cui siamo bisognosi

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Il secondo fatto è l’incontro con Barbara, una ragazzina di 16 anni proveniente da una tradizione tutt’altro che cristiana, che, dopo aver portato il suo secondo “pacco” così scrive a Marco, l’amico che le aveva proposto il gesto: «Ciao Marco. Stasera portare il pacco è stato diverso. Sembrava di essere a casa, e non lo dico perché abbiamo mangiato insieme con la famiglia. Io mi sentivo libera, senza l’imbarazzo che ho avuto la prima volta».


«Quando poi, mentre venivamo via, la signora ci ha detto che il regalo più grande che potessimo fare alla piccola Sara per il suo compleanno era proprio quello di essersi fermati lì a cena con loro, mi si è aperto il cuore e subito dopo è nata in me una domanda: “Ma qual è il regalo più grande che è stato fatto a me?”. Incontrare questa compagnia, delle persone come te, che vivevano e vivono in modo diverso e che giorno dopo giorno mi aiutano a guardarmi per quella che sono: una ragazza che senza Cristo non sarebbe niente. E voi siete così per Carlo, che è così per i suoi amici di Lecco. E via via fino a 2010 anni fa. Il regalo più grande che mi è stato fatto è Cristo. Il regalo migliore che posso fare alla Sara è abbracciarla come sono stata abbracciata io. Sono venuta a casa piena, vado a letto piena».

 

Dire che il pacco mi richiama a guardare quello di cui realmente ho bisogno non rende automatico il fatto che ogni volta che lo porto sia così. Stasera però l’ho riconosciuto. E riconosco anche che non è bravura mia, tua, della Beatrice... È Cristo che ha reso e rende possibile tutta questa bellezza. E non dico Cristo perché lo dici tu. Dico Cristo perché era evidente che fosse Lui. Stavo come in campeggio, come a Modena, come alla Colletta, come alla Birra, come con la Martina, con l’Andrea, con la Chicca, con la Roberta, come a scuola, come sempre. Perchè è così. Sempre. Che grazia! Barbara». 

 

Non posso concludere senza ringraziare Dio di avermi preso, me, così meschino, ed avermi fatto incontrare la compagnia nata dal carisma di don Giussani in cui sono continuamente educato a riconoscere chi sono e a verificare la bellezza della vita cristiana cioè la possibilità di letizia dentro ogni circostanza perché luogo e possibilità di rapporto con Cristo.

 

(di Andrea Franchi, presidente della Federazione Banchi di solidarietà)



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