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SCUOLA/ Rembado (Anp): attenzione, troppo enciclopedismo non farà un buon liceo

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La recente diffusione della prima stesura delle Indicazioni nazionali per i licei offre agli “addetti ai lavori” l’opportunità di verificare la rispondenza tra gli ordinamenti rinnovati e gli strumenti operativi per la loro attuazione. Ma fino a che punto le scelte metodologiche e culturali delle Indicazioni sono coerenti con le finalità innovative del Regolamento per i licei? Se, inoltre, il Regolamento disciplina i percorsi liceali per il raggiungimento del Profilo educativo e culturale dello studente, entro che limiti le Indicazioni si rivelano all’altezza di questo scopo?


La sfida sottesa alla ratio del Regolamento di riordino dei Licei è finalizzata a introdurre un vero e proprio ripensamento del rapporto tra i processi di apprendimento e di insegnamento. In realtà, però, le Indicazioni non recepiscono ancora del tutto questa sfida, poiché in esse si rileva una esplicita insistenza su ciò che lo studente dovrà sapere e saper fare, dunque sulla prescrittività dei contenuti.


Nonostante il fatto che nel dibattito attuale si registri l’urgenza di definire gli standard formativi di riferimento per la valutazione e la certificazione delle competenze (basti pensare al documento relativo all’Obbligo di istruzione, in cui, a partire dalle competenze, vengono declinate le abilità/capacità e le conoscenze), le Indicazioni per i licei affrontano diversamente la questione, in quanto mescolano abilità/capacità, conoscenze e competenze. Un caso a sé è rappresentato dal testo relativo alle Lingue Comunitarie, che si differenzia in virtù di un “illustre precedente”, in quanto fa esplicito riferimento alla struttura del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue.


Occorre a questo punto ricordare che, secondo il Regolamento, le Indicazioni nazionali dovrebbero raggiungere un duplice scopo: da un lato, declinare i risultati di apprendimento in conoscenze, abilità e competenze in modo coerente con le linee di tendenza in Europa; dall’altro lato, assicurare il riordino dei percorsi liceali con la piena attuazione dell’autonomia.


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COMMENTI
27/03/2010 - Senza laureati in chimica non sarà un buon liceo (Michele Borrielli)

www.didichim.org - INSEGNAMENTO DELLA CHIMICA NELLE SCIENZE NATURALI NEI NUOVI LICEI L’integrazione fra le scienze è di certo un avanzamento del processo formativo. Oggi imparare(ed insegnare) Scienze vuol dire sviluppare un processo educativo e formativo su tematiche ampiamente interdisciplinari(quali energia, ambiente, salute, alimenti, beni culturali).Questa visione non è in discussione, ma rischia, se totale, di sacrificare alcuni concetti di base che proprio per il loro carattere elementare sostengono, come gambe di un tavolo, la struttura integrata. In tale logica alcuni argomenti di chimica devono essere presi in considerazione nel processo formativo (legame chimico, equilibrio, caratteri e proprietà) e quindi garantiti da una specificità didattica le cui forme attuative possono essere discusse, anche in relazione alle differenti situazioni e tipi di scuola. Per questo motivo proponiamo che l’insegnamento “Scienze naturali”, previsto nel riassetto dei Licei venga affidato sia ad abilitati della classe A013 sia a quelli della classe A060, in una situazione analoga a quella di precedenti “classi atipiche”, valorizzando le specifiche competenze di ciascun insegnante. Tale specificità potrà essere garantita attraverso un’articolazione dei chimici all’interno della “classe atipica” nella quale entrambe le classi di concorso siano rappresentate secondo ragioni di opportunità didattica. SOC. CHIMICA IT.– CONS.NAZ. CHIMICI - ASS.INS. CHIMICI – GR. INS. CHIMICA– CO.DOC.DISC.SCIENT. E TECNOL.

 
26/03/2010 - No, non sono diversi (Max Bruschi)

"Articolo 13, comma 10: Con successivi decreti del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze sono definiti: a. le indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento con riferimento ai profili di cui all’articolo 2, commi 1 e 3, in relazione alle attività e agli insegnamenti compresi nei piani degli studi previsti per i percorsi liceali di cui al presente regolamento". Lo stesso Consiglio di Stato ha sentenziato che "appare opportuno quanto meno che, negli articoli riservati ai singoli percorsi liceali dove manca, via sia un richiamo alle finalità generali dell’istruzione liceale, rispetto a cui l’acquisizione di “conoscenze, abilità e competenze” si pone in chiave strumentale". Nel testo ci siamo liberati di qualunque vincolo tassonomico. Nei Profili abbiamo definito le competenze e le abilità generali e peculiari di ciascun indirizzo, gli osa rappresentano una articolazione disciplinare, sono i "mattoncini del lego". Ai docenti insegnare ad usarli.

 
26/03/2010 - Le competenze di Dan Brown e mio figlio (Guido Cariboni)

Qualche tempo fa ho letto un articolo illuminante che applicava il metodo delle conoscenze-competenze-abilità al Codice da Vinci. L'autore concludeva: "È comunque indubbio che Brown è totalmente inconsapevole della propria ignoranza. Milioni di persone si bevono queste boiate pazzesche. Alla fine di questa lettura mi sono chiesto quale giudizio potrebbe ottenere Dan Brown nei termini della fatidica triade conoscenze/competenze/abilità tanto cara ai patiti di valutazione scolastica. La risposta è semplice. A competenze se la cava benissimo: per esempio, «sa usare strumenti e materiali finalizzandoli al raggiungimento di uno scopo, in seguito a un proprio progetto». Difatti, è riuscito a finalizzare una massa di bufale e di castronerie al conseguimento di una montagna di quattrini. Ad abilità poi non ne parliamo: sta alle stelle. Più “abile” di lui difficile trovarne. Quanto a conoscenze sta a zero. Ma che importa? Quello che conta è che nella certificazione delle competenze se la caverebbe alla grande". Non mi stancherò mai di ripeterlo, anche se fosse promulgata una legge dell'ONU in materia. Le conoscenze, se ben impartite, includono già naturalmente le competenze. Le competenze senza conoscenze sono solo delle prese in giro per allocchi e pedagogisti. Per mio figlio preferirei di gran lunga il famigerato "enciclopedismo".

 
24/03/2010 - Progettualità, non approccio tassonomico (enrico maranzana)

Max Bruschi difende l'operato della commissione ma la predisposizione delle condizioni per un buon liceo è lo scopo del confronto: le indicazioni generali sono ancora in bozza. L'aspetto critico che è stato evidenziato riguarda l'assenza di progettualità, fondamento dell'autonomia. Il progetto ministeriale Mercurio è d'esempio. Nel profilo professionale sono elencate le competenze generali (oggi nel profilo educativo.. anche se mixate a competenze specifiche), sono individuate le corrispondenti capacità, traguardo unificante di tutti gli insegnamenti ed è formulata l'ipotesi di lavoro (oggi nel paragrafo organizzazione dei percorsi-laboratorio), ipotesi che è successivamente sviluppata nelle indicazioni metodologiche e nel paragrafo coordinamento didattico. Per ogni materia, successivamente, sono esplicitate le competenze specifiche che altro non sono che un raffinamento, una specificazione e una temporizzazione degli obiettivi generali. Ecco un esempio: nella terza classe gli studenti devono conquistare la capacità di costruire modelli da cui discendono le competenze specifiche che per l'informatica sono: definire problemi attraverso la specificazione dei risultati attesi e dei dati disponibili; esprimere procedimenti risolutivi sotto forma di algoritmi; affrontare problemi scomponendoli in parti che, singolarmente risolte, ne forniranno per ricomposizione, la soluzione; codificare algoritmi... Le competenze corrispondono ai comportamenti esibiti dagli studenti.

 
24/03/2010 - I Regolamenti di Bruschi sono diversi? Parte II (Franco Labella)

Le finalità del primo biennio, volte a garantire il raggiungimento di una soglia equivalente di conoscenze, abilità e competenze al termine dell’obbligo di istruzione nell’intero sistema formativo, nella salvaguardia dell’identità di ogni specifico percorso, sono perseguite anche attraverso la verifica e l’eventuale integrazione delle conoscenze, abilità e competenze raggiunte al termine del primo ciclo di istruzione, utilizzando le modalità di cui all’art.10, comma 4, del presente regolamento". Commenti? Uno solo: boh. E Bruschi scrive pure di essere pignolo…..figuriamoci se non lo fosse! Franco Labella

 
24/03/2010 - I Regolamenti di Bruschi sono diversi? Parte I (Franco Labella)

Il dott. Bruschi, come è noto, ha una certa allergia alle critiche. Infatti è colui che ha teorizzato la chiusura dei Forum Ansas Indire quando si poteva commentare il testo definitivo dei Regolamenti non ancora pubblicati, alla data odierna, in Gazzetta Ufficiale con la motivazione che il testo era definitivo e, suppongo, perciò, incommentabile. Il fatto che il Presidente della cabina di Regia scriva in risposta a Rembado: "Nessuna articolazione in competenze, abilità e conoscenze è prevista" e perfino che il presupposto del ragionamento di Rembado "non corrisponde al testo normativo" si spiega solo con la circostanza che Bruschi deve avere un suo testo del Regolamento n.132. Ed è l’ipotesi più benevola perché ce ne sarebbe anche un’altra di ipotesi ma non la scrivo per non mettere in imbarazzo i redattori (sempre attenti) di ilsussidiario.net. Perché il testo del Regolamento n.132 diffuso urbi et orbi riporta il testo seguente art.2 c: "Il primo biennio è finalizzato all’iniziale approfondimento e sviluppo delle conoscenze e delle abilità e a una prima maturazione delle competenze caratterizzanti le singole articolazioni del sistema liceale di cui all’art. 3, nonché all’assolvimento dell’obbligo di istruzione, di cui al regolamento adottato con decreto del Ministro della pubblica istruzione 22 agosto 2007, n.139. (Segue nella parte II) Franco Labella

 
24/03/2010 - Le cose non stanno proprio così.... (Max Bruschi)

Mi riservo di rispondere in seguito e più compiutamente alle osservazioni del professor Rembado e alle altre che scaturiranno dal dibattito. Ma tengo a fare una puntualizzazione, vista l'accusa all'intera Commissione di non essere stata consequenziale tra le premesse alle indicazioni, le indicazioni stesse e il quadro normativo. Fatto paradossale, vista la mia nota pignoleria in merito. Il presupposto del ragionamento del professor Rembado: "Occorre a questo punto ricordare che, secondo il Regolamento, le Indicazioni nazionali dovrebbero ... declinare i risultati di apprendimento in conoscenze, abilità e competenze in modo coerente con le linee di tendenza in Europa" non corrisponde al testo normativo. Secondo il regolamento, infatti, le Indicazioni nazionali devono contemplare gli "obiettivi specifici di apprendimento", finalizzati alla realizzazione del Profilo generale e dei profili dei singoli percorsi liceali. Nessuna articolazione in competenze, abilità e conoscenze è prevista. Lo stesso Consiglio di stato ci ha chiesto di anteporre il profilo liceale a qualsiasi altra considerazione ed articolazione. La lingua straniera si conforma al Quadro di riferimento europeo, perché è l'UNICO elaborato e accettato internazionalmente. Sul resto, l'Europa dopo lustri di dibattito è rimasta al palo. Ma neppure in questo caso ci siamo esercitati nelle tassonomie.

 
24/03/2010 - L'encilopedismo non è i solo ostacolo (enrico maranzana)

Significativa e preoccupante l'asserzione "mescolano abilità/capacità, conoscenze e competenze": come valuteremmo un compito in cui non c'è chiarezza concettuale? A sostegno di quanto propone l'articolo pongo le basi per facilitare la maturazione di un giudizio sulle indicazioni nazionali per la riorganizzazione dei licei; prendo in considerazione uno dei programmi di insegnamento e comparo con le indicazioni in esso contenute con quelle dei programmi vigenti. Scegliamo ad esempio il programma d’informatica , indicato come uno dei cardini della scuola superiore riordinata. Il documento del 15/3 prefigura una scuola finalizzata alla trasmissione delle conoscenze, scelta stridente sia con gli orientamenti dichiarati, sia con le indicazioni di legge, sia con le istanze della società contemporanea, sia con le raccomandazioni europee. I verbi utilizzati, infatti, modellano il comportamento del docente che deve: introdurre, spiegare, illustrare, approfondire. Il paragone con il progetto Mercurio degli ITC è eloquente: lo sviluppo della persona umana è posta a fondamento del servizio [CFR disposizioni sull’autonomia 275/1999] e, sempre per l’insegnamento dell’informatica, utilizza locuzioni verbali per indicare le competenze che lo studente deve sviluppare: esprimere, controllare, affrontare, gestire, giustificare, validare, produrre, rappresentare, valutare, proporre.