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SCUOLA/ Bolondi: è questa la riforma della matematica che manda in pensione Gentile

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Solo i primi fanno attualmente parte del bagaglio del Liceo Classico. L'ampliamento di orizzonti era indispensabile, ma ha posto (e pone agli insegnanti) un problema serio. Come fare ad allargare lo spettro di apprendimenti così radicalmente, in un quadro orario comunque limitato (ma non dimentichiamo che i nostri ragazzi hanno un Liceo più lungo di un anno rispetto ai loro omologhi degli altri paesi europei)?


Occorre avere il coraggio di tagliare: nelle Indicazioni si sottolinea che è necessario evitare dispersioni in tecnicismi ripetitivi o casistiche sterili che non contribuiscono in modo significativo alla comprensione dei problemi... L’indicazione principale è: pochi concetti e metodi fondamentali, acquisiti in profondità.

 

Nelle Indicazioni non si è voluto scrivere elenchi, sia pure suddivisi in conoscenze e abilità. Un elenco non sarebbe stato efficace, perché non è aggiungendo qualche voce a un elenco che si poteva rinnovare efficacemente il curricolo; inadeguato perché il collegamento tra conoscenze, abilità e competenze attese in uscita, in matematica, è qualcosa di molto articolato che una logica elencatoria non può rendere; e scorretto perché in matematica, a questo livello di approfondimento, queste distinzioni sono spesso artificiose, forzate, e non corrette da un punto di vista epistemologico.


Le Indicazioni sono già da una settimana in linea. Ora si apre un periodo di consultazioni e discussioni, per arrivare alla stesura definitiva. Indipendentemente dal giudizio personale che ognuno ha sui cambiamenti generali in atto nella scuola, fornire agli insegnanti e agli studenti delle indicazioni disciplinari chiare e coerenti è comunque fondamentale, e richiede l'impegno di tutti. Un forum di discussione è a disposizione di chiunque voglia dare un contributo.



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COMMENTI
29/03/2010 - Fritto Misto Parolaio (Antonio Servadio)

C'e' da decenni una difficolta' nelle scienze matematiche, ma fa perfettamente parte del problema del "fritto misto" delle scienze gia' citato da un altro lettore; che a buon diritto cita l'esempio della chimica. Di tutto questo pero' non c'e' nulla di cui stupirsi. L'Italia e' paese di parolai e per i parolai, ergo terreno ideale per furbi e tomba dell'impegno. Per apprezzare come la lingua e la cultura Italiana siano in caduta libera invito ascoltare le trasmissioni radio -in italiano- della Svizzera Italiana; chi le apprezza non puo' sopportare il guazzabuglio dei "talk show" di casa nostra. Da noi le scienze hanno sempre avuto poco fiato per via delle tradizioni (Croce, Gentile...). Verso la fine del secolo scorso il problema si e' generalizzato, con il dilagare del disprezzo per qualsiasi forma di cultura, umanistica o scientifica che sia, per tutto cio' che necessita di coltivare quelle doti e quei valori di cui e' essenziale fare a meno per aver successo nella (in)civilta' mediatico-italica contemporanea. Tornando alla matematica, dove si pensa di arrivare fintanto che alle elementari si insegna a fare le piu' semplici operazioni riempiendo per ciascuna di esse due pagine di quaderno ? Infine, caro Sig. Palazzi, lei e' davvero molto male informato circa i curricula di studio dei biologi.

 
26/03/2010 - La chimica in pensione c'è già. (Sergio Palazzi)

Ci sono sicuramente punti di interesse nal rinnovamento della didattica della matematica, anche se credo che una bella controriforma sarebbe necessaria a livello elementare e medio (per intenderci, dopo certi sperimentalismi cervellotici che rendono difficile capire cosa sia un'addizione). Per la chimica, invece, il problema è molto più semplice: l'abbiamo eliminata. Tolta da quasi tutti gli indirizzi e, dove resta, perlopiù annegata nel fritto misto delle "scienze". Come è già stato fatto notare, un laureato in chimica vecchio stile ha superato 4 esami matematici anche di nome e 5-6 matematici di fatto, o almeno di area matematica applicata. Eppure nessuno ha mai pensato che un chimico possa insegnare matematica in una scuola superiore. Un laureato in biologia, scienze naturali o simili ha superato uno o due esami di chimica ad un livello molto più terra terra dei più semplici esami di matematica di cui sopra, eppure è normale che sia a lui (lei) che si affida la chimica in quei licei che, senza cogliere nemmeno l'ironia, ci ostiniamo a chiamare "scientifici", nelle loro diverse declinazioni. Cari matematici, vi invidio.

 
26/03/2010 - riforma e supermento filos_Gentile (lucia bonanno)

Ho navigato per capire il commento di Maranzana e ho trovato interessante quanto scrive sull'insegnamento della matematica nella sezione didattica di matematicamente.it Il quadro generale è trasformato

 
25/03/2010 - La Cenerentola delle discipline (Anna Di Gennaro)

Mi permetto di segnalare l'importanza curricolare di un ampio percorso sistematico di insegnamento/apprendimento dei problemi di logica, direttamente connessi all'area matematica fin dalle scuole elementari. La vera rivoluzione copernicana dei programmi ministeriali del 1985 che decretarono la fine di un'epoca di sudditanza rispetto all'area linguistica di cui peraltro si avvale la ricerca scientifica nella divugazione dei dati e nella comunicazione degli esiti. Del resto anche i test d'ingresso universitari ne richiedono una competenza specifica che mette a dura prova la capacità di lettura e comprensione del candidato.

 
25/03/2010 - Il primo passo sul cammino della riforma (enrico maranzana)

Il superamento dell'insegnamento meccanico, ripetitivo potrà avvenire solo se sarà data puntuale e sistematica applicazione alla disposizione: "uso costante del laboratorio per l'insegnamento delle discipline scientifiche". Si tratta dell'adozione di una didattica a crescere che, partendo da esperienze dirette, per astrazione, conduce alla concettualizzazione. Si prefigura l'abbandono del metodo adattivo: il docente spiega.. lo studente comprende. L'insegnamento della matematica si dovrà articolare sulla definizione/analisi dei tipici problemi matematici per promuovere lo sviluppo e il consolidamento delle capacità connesse alla loro risoluzione. La sistematizzazione delle conoscenze concluderà e coronerà l'attività. Impostazione che implementa la legge del 2003 che postula la strumentalità della conoscenza rispetto allo sviluppo delle capacità.