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SCUOLA/ Bolondi: è questa la riforma della matematica che manda in pensione Gentile

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Se c'è una cosa sulla quale, nella attuale tumultuosa fase di discussioni e scontri sul futuro della scuola secondaria superiore italiana, sono (quasi) tutti d'accordo, è che i risultati di apprendimento dei nostri ragazzi in matematica sono del tutto insoddisfacenti. Lo dicono i loro insegnanti, che assegnano debiti a raffica; lo dicono le commissioni dell'esame di Stato dei licei scientifici, che giudicano insufficienti la metà dei ragazzi; lo dicono le valutazioni internazionali, sia quelle orientate a valutare apprendimenti scolastici in senso stretto (TIMMS Advanced), sia quelle costruite su un approccio “per competenze” (OCSE-Pisa).


D'altra parte, la cornice della riforma Gentile prevedeva un ruolo subalterno (e solo funzionalistico) agli insegnamenti delle discipline scientifiche, negandone di fatto il valore formativo: questo imprinting ha fatto sì che si sviluppasse una tradizione di insegnamento centrata spesso su tecnicismi ripetitivi, che ignorava i grandi nuclei concettuali e al tempo stesso non permetteva ai ragazzi di comprendere la centralità della matematica e dei suoi metodi nella moderna visione scientifica del mondo.


Il bisogno di una svolta netta, che ridisegnasse in maniera drastica gli obiettivi di apprendimento era sentito da tutti. Interi ambiti erano esclusi dal panorama dei nostri licei non scientifici: la statistica, tanto per citarne uno che nei curricoli di altri paesi occupa un buon terzo del tempo dedicato alla matematica. L'indagine TIMMS Advanced (la più importante indagine internazionale) fissa 16 obiettivi per i ragazzi di quarta superiore: di questi, solo 4 (e parzialmente un quinto) rientrano negli attuali “programmi” dei licei (escluso lo scientifico).


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COMMENTI
29/03/2010 - Fritto Misto Parolaio (Antonio Servadio)

C'e' da decenni una difficolta' nelle scienze matematiche, ma fa perfettamente parte del problema del "fritto misto" delle scienze gia' citato da un altro lettore; che a buon diritto cita l'esempio della chimica. Di tutto questo pero' non c'e' nulla di cui stupirsi. L'Italia e' paese di parolai e per i parolai, ergo terreno ideale per furbi e tomba dell'impegno. Per apprezzare come la lingua e la cultura Italiana siano in caduta libera invito ascoltare le trasmissioni radio -in italiano- della Svizzera Italiana; chi le apprezza non puo' sopportare il guazzabuglio dei "talk show" di casa nostra. Da noi le scienze hanno sempre avuto poco fiato per via delle tradizioni (Croce, Gentile...). Verso la fine del secolo scorso il problema si e' generalizzato, con il dilagare del disprezzo per qualsiasi forma di cultura, umanistica o scientifica che sia, per tutto cio' che necessita di coltivare quelle doti e quei valori di cui e' essenziale fare a meno per aver successo nella (in)civilta' mediatico-italica contemporanea. Tornando alla matematica, dove si pensa di arrivare fintanto che alle elementari si insegna a fare le piu' semplici operazioni riempiendo per ciascuna di esse due pagine di quaderno ? Infine, caro Sig. Palazzi, lei e' davvero molto male informato circa i curricula di studio dei biologi.

 
26/03/2010 - La chimica in pensione c'è già. (Sergio Palazzi)

Ci sono sicuramente punti di interesse nal rinnovamento della didattica della matematica, anche se credo che una bella controriforma sarebbe necessaria a livello elementare e medio (per intenderci, dopo certi sperimentalismi cervellotici che rendono difficile capire cosa sia un'addizione). Per la chimica, invece, il problema è molto più semplice: l'abbiamo eliminata. Tolta da quasi tutti gli indirizzi e, dove resta, perlopiù annegata nel fritto misto delle "scienze". Come è già stato fatto notare, un laureato in chimica vecchio stile ha superato 4 esami matematici anche di nome e 5-6 matematici di fatto, o almeno di area matematica applicata. Eppure nessuno ha mai pensato che un chimico possa insegnare matematica in una scuola superiore. Un laureato in biologia, scienze naturali o simili ha superato uno o due esami di chimica ad un livello molto più terra terra dei più semplici esami di matematica di cui sopra, eppure è normale che sia a lui (lei) che si affida la chimica in quei licei che, senza cogliere nemmeno l'ironia, ci ostiniamo a chiamare "scientifici", nelle loro diverse declinazioni. Cari matematici, vi invidio.

 
26/03/2010 - riforma e supermento filos_Gentile (lucia bonanno)

Ho navigato per capire il commento di Maranzana e ho trovato interessante quanto scrive sull'insegnamento della matematica nella sezione didattica di matematicamente.it Il quadro generale è trasformato

 
25/03/2010 - La Cenerentola delle discipline (Anna Di Gennaro)

Mi permetto di segnalare l'importanza curricolare di un ampio percorso sistematico di insegnamento/apprendimento dei problemi di logica, direttamente connessi all'area matematica fin dalle scuole elementari. La vera rivoluzione copernicana dei programmi ministeriali del 1985 che decretarono la fine di un'epoca di sudditanza rispetto all'area linguistica di cui peraltro si avvale la ricerca scientifica nella divugazione dei dati e nella comunicazione degli esiti. Del resto anche i test d'ingresso universitari ne richiedono una competenza specifica che mette a dura prova la capacità di lettura e comprensione del candidato.

 
25/03/2010 - Il primo passo sul cammino della riforma (enrico maranzana)

Il superamento dell'insegnamento meccanico, ripetitivo potrà avvenire solo se sarà data puntuale e sistematica applicazione alla disposizione: "uso costante del laboratorio per l'insegnamento delle discipline scientifiche". Si tratta dell'adozione di una didattica a crescere che, partendo da esperienze dirette, per astrazione, conduce alla concettualizzazione. Si prefigura l'abbandono del metodo adattivo: il docente spiega.. lo studente comprende. L'insegnamento della matematica si dovrà articolare sulla definizione/analisi dei tipici problemi matematici per promuovere lo sviluppo e il consolidamento delle capacità connesse alla loro risoluzione. La sistematizzazione delle conoscenze concluderà e coronerà l'attività. Impostazione che implementa la legge del 2003 che postula la strumentalità della conoscenza rispetto allo sviluppo delle capacità.