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SCUOLA/ Formazione dei docenti: quale sarà il destino dei neolaureati?

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Addirittura l’ultimo organismo citato insisteva nella sua deliberazione sul fatto che: «senza ulteriori ritardi, che non potrebbero essere compresi e giustificati dai nostri laureati e studenti, in quanto lesivi delle loro legittime aspettative, possa essere attuato il tirocinio che avvia il processo formativo degli insegnanti».

In seguito, risulta che la relazione dell’Ufficio Legislativo con la quale il MIUR ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sullo schema di regolamento è del 17 dicembre 2009. La comunicazione dell’organo di giustizia amministrativa, sospensiva del parere definitivo, corrisponde infine all’adunanza di Sezione del 18 gennaio 2010.

Dalla conclusione dei lavori della commissione ad oggi è trascorso un anno certamente impegnativo per chi governa la scuola (è stata approvata una riforma della scuola superiore), ma non altrettanto ricco di soddisfazione per chi aspetta di sapere su quale strada incamminarsi professionalmente dopo l’abolizione delle SSIS.

Siamo ormai allo scorcio di un altro anno scolastico, mentre gli anni accademici stanno volgendo anch’essi dalle lezioni alla sessione degli esami. 

Non sono poche le incombenze che lo schema di regolamento assegna alle università e alle scuole autonome. Si tratterebbe, per le università, di istituire i nuovi corsi di laurea magistrale (il ciclo unico per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria e il biennio specialistico per gli insegnanti della scuola secondaria di I e II grado) «con il concorso di una o più facoltà dello stesso ateneo ovvero, sulla base di specifica convenzione, con il concorso delle facoltà di più atenei o in convenzione tra facoltà universitarie e istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica».

 

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COMMENTI
10/03/2010 - la vera causa del ritardo (Emanuele Bruschi)

E' inutile continuare a tergiversare attorno alla questione centrale del problema. Il ritardo dovuto alle complicazioni emerse nelle varie procedure per rendere realizzabili le indicazioni della commissione Israel è stato generato dal cattivo lavoro della commissione stessa. Infatti molti problemi sono stati affrontati senza cognizione di causa e coscienza delle dinamiche della scuola e della situzione complessa che si è creata, con la coesistenza, nel giro di pochi anni, di diverse modalità per abilitarsi. Come si può ignorare e non prevedere un canale per abilitare innanzitutto gli insegnanti già in servizio da anni? Questo doveva essere un punto di partenza e infatti su tale questione vertono tutti i rilievi mossi alle conclusioni della commissione. Su questo ci saranno molti ricorsi e discussioni in parlamento. D'altra parte visti i danni che potrebbe generare a molti questo provvedimento conviene bloccarlo a tutti i costi

 
03/03/2010 - forse è bene puntualizzare... (marelia gabrinetti)

... che il ritardo maturato in sede di futura formazione dei docenti deve essere anche imputato alla mancanza di un tavolo di concertazione per definire, contestualmente, la diversificazione della carriera dei docenti. Nella bozza del decreto, infatti, si parla di tutor, docenti coordinatori, docenti organizzatori: insomma di docenti di scuola secondaria che in un modo o nell'altro si prevede collaborino con le Alte Scuole per formare i colleghi di domani. Docenti esperti quindi, buona parte dei quali si avvicinano ai cinquanta anni, che hanno sperimentato quasi tutto a livello progettuale-organizzativo-didattico-editoriale, con almeno 25 anni di esperienza, master e autoformazione alle spalle e che ancora attendono di vedere riconosciute le proprie competenze. Docenti con una professionalità desiderosa di giocarsi in contesti che non siano più esclusivamente centrati su discenti, famiglie e problemi psico-sociali! A ciascuno il suo ruolo! Valutare i docenti spetta ANCHE ad alunni e genitori, ma non esclusivamente a loro! Forse il controllo DEVE essere esercitato dal centro, che - ad oggi - preferisce abdicare al sindacato perfino la definizione di cosa si intende per professionalità docente(cfr.CCNL 2006-2009 Art. 27). Inutile quindi riempire pagine di geremiadi sulla qualità della scuola quando il difetto sta nel manico: un paese che non investe in cultura, e quindi in questo caso, in formazione, è destinato a rimanere il fanalino di coda di un mondo sempre più globalizzato