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SCUOLA/ Formazione dei docenti: quale sarà il destino dei neolaureati?

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Da parte del Miur si dovrebbero programmare gli accessi sulla base della programmazione regionale del fabbisogno di docenti (maggiorato del 30 per cento). Poi dovrebbero essere predisposte le prove di accesso ai corsi e infine, in collaborazione con gli istituti autonomi, il tirocinio formativo attivo.

Senza accennare alle varie tipologie di tutoraggio, occorre considerare, inoltre, il tempo necessario per predisporre urgentemente quella parte di tirocinio da svolgere presso le istituzioni scolastiche (475 ore, pari a 19 crediti formativi) nel caso si voglia dare corso alla transitorietà da molte parti augurata (previo accreditamento delle scuole e decisione coerente sull’ipotesi del riconoscimento del servizio già effettuato).

E dietro a tutto, l’incognita delle nuove classi di concorso, il cui regolamento sta faticosamente seguendo il suo iter

Insomma, un piccolo mare di problemi che rischia di diventare l’oceano di una perigliosa navigazione a scapito degli aventi diritto ad una prospettiva post-laurea. Se possibile, inviamo il nostro telegramma: «Per progresso s’intende più la velocità che la direzione» (da Thornton Wilder).



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COMMENTI
10/03/2010 - la vera causa del ritardo (Emanuele Bruschi)

E' inutile continuare a tergiversare attorno alla questione centrale del problema. Il ritardo dovuto alle complicazioni emerse nelle varie procedure per rendere realizzabili le indicazioni della commissione Israel è stato generato dal cattivo lavoro della commissione stessa. Infatti molti problemi sono stati affrontati senza cognizione di causa e coscienza delle dinamiche della scuola e della situzione complessa che si è creata, con la coesistenza, nel giro di pochi anni, di diverse modalità per abilitarsi. Come si può ignorare e non prevedere un canale per abilitare innanzitutto gli insegnanti già in servizio da anni? Questo doveva essere un punto di partenza e infatti su tale questione vertono tutti i rilievi mossi alle conclusioni della commissione. Su questo ci saranno molti ricorsi e discussioni in parlamento. D'altra parte visti i danni che potrebbe generare a molti questo provvedimento conviene bloccarlo a tutti i costi

 
03/03/2010 - forse è bene puntualizzare... (marelia gabrinetti)

... che il ritardo maturato in sede di futura formazione dei docenti deve essere anche imputato alla mancanza di un tavolo di concertazione per definire, contestualmente, la diversificazione della carriera dei docenti. Nella bozza del decreto, infatti, si parla di tutor, docenti coordinatori, docenti organizzatori: insomma di docenti di scuola secondaria che in un modo o nell'altro si prevede collaborino con le Alte Scuole per formare i colleghi di domani. Docenti esperti quindi, buona parte dei quali si avvicinano ai cinquanta anni, che hanno sperimentato quasi tutto a livello progettuale-organizzativo-didattico-editoriale, con almeno 25 anni di esperienza, master e autoformazione alle spalle e che ancora attendono di vedere riconosciute le proprie competenze. Docenti con una professionalità desiderosa di giocarsi in contesti che non siano più esclusivamente centrati su discenti, famiglie e problemi psico-sociali! A ciascuno il suo ruolo! Valutare i docenti spetta ANCHE ad alunni e genitori, ma non esclusivamente a loro! Forse il controllo DEVE essere esercitato dal centro, che - ad oggi - preferisce abdicare al sindacato perfino la definizione di cosa si intende per professionalità docente(cfr.CCNL 2006-2009 Art. 27). Inutile quindi riempire pagine di geremiadi sulla qualità della scuola quando il difetto sta nel manico: un paese che non investe in cultura, e quindi in questo caso, in formazione, è destinato a rimanere il fanalino di coda di un mondo sempre più globalizzato