BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Formazione dei docenti: quale sarà il destino dei neolaureati?

Pubblicazione:

neolaureatiR375_02mar10.jpg

 

La lunga storia del decreto sulla formazione iniziale dei docenti è all’epilogo? Forse sì, forse no. Certo l’attesa dei circa 40mila insegnanti laureati non abilitati e precari non abilitati si fa angosciosa dopo che il Consiglio di Stato ha deliberato la sospensione del parere sullo schema di regolamento che ordina la materia.

Ora si attende il parere definitivo dell’organo amministrativo, in seguito alle controdeduzioni che ipotizziamo già trasmesse dal Miur concernenti, come il Consiglio di Stato chiedeva, la riscrittura di alcuni passaggi non risolutivi e il chiarimento su due punti del documento, questi sì determinanti: la questione, richiamata dall’art. 15 del testo del regolamento, relativa al riconoscimento del servizio già prestato o in via di espletamento nella scuola (il Consiglio Nazionale della pubblica istruzione con suo parere del 22 giugno 2009 aveva insistito perché fosse consentita una fase transitoria costituita da un anno di Tirocinio Formativo Attivo e auspicato come titolo di accesso al TFA il servizio prestato per almeno un biennio presso le istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione) e, secondo, in riferimento all’art. 16, il tema dei costi dei nuovi percorsi abilitanti, che il Miur vorrebbe organizzare «con i proventi derivanti dal pagamento delle tasse e dei contributi a carico dei corsisti», mentre per il Consiglio di Stato la copertura sarebbe da assicurare anche con altri criteri.

Comunque si risolva la faccenda (si auspica bene, ovviamente), stupiscono non poco i tempi resisi necessari per i passaggi politico-istituzional-amministrativi dello schema di regolamento.

Il Gruppo di Lavoro per la Formazione degli Insegnanti, presieduto da Giorgio Israel, fu istituito (è d’uopo usare il passato remoto) con DM nel luglio 2008 e lavorò per circa un anno. La proposta della commissione fu resa pubblica intorno al febbraio/marzo 2009: a quella data risalgono le delibere delle Conferenze dei Presidi di Scienze della Formazione; dei Presidi di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali; dei Presidi di Lettere e Filosofia.

 

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO, CLICCA SUL SIMBOLO ">>" QUI SOTTO



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
10/03/2010 - la vera causa del ritardo (Emanuele Bruschi)

E' inutile continuare a tergiversare attorno alla questione centrale del problema. Il ritardo dovuto alle complicazioni emerse nelle varie procedure per rendere realizzabili le indicazioni della commissione Israel è stato generato dal cattivo lavoro della commissione stessa. Infatti molti problemi sono stati affrontati senza cognizione di causa e coscienza delle dinamiche della scuola e della situzione complessa che si è creata, con la coesistenza, nel giro di pochi anni, di diverse modalità per abilitarsi. Come si può ignorare e non prevedere un canale per abilitare innanzitutto gli insegnanti già in servizio da anni? Questo doveva essere un punto di partenza e infatti su tale questione vertono tutti i rilievi mossi alle conclusioni della commissione. Su questo ci saranno molti ricorsi e discussioni in parlamento. D'altra parte visti i danni che potrebbe generare a molti questo provvedimento conviene bloccarlo a tutti i costi

 
03/03/2010 - forse è bene puntualizzare... (marelia gabrinetti)

... che il ritardo maturato in sede di futura formazione dei docenti deve essere anche imputato alla mancanza di un tavolo di concertazione per definire, contestualmente, la diversificazione della carriera dei docenti. Nella bozza del decreto, infatti, si parla di tutor, docenti coordinatori, docenti organizzatori: insomma di docenti di scuola secondaria che in un modo o nell'altro si prevede collaborino con le Alte Scuole per formare i colleghi di domani. Docenti esperti quindi, buona parte dei quali si avvicinano ai cinquanta anni, che hanno sperimentato quasi tutto a livello progettuale-organizzativo-didattico-editoriale, con almeno 25 anni di esperienza, master e autoformazione alle spalle e che ancora attendono di vedere riconosciute le proprie competenze. Docenti con una professionalità desiderosa di giocarsi in contesti che non siano più esclusivamente centrati su discenti, famiglie e problemi psico-sociali! A ciascuno il suo ruolo! Valutare i docenti spetta ANCHE ad alunni e genitori, ma non esclusivamente a loro! Forse il controllo DEVE essere esercitato dal centro, che - ad oggi - preferisce abdicare al sindacato perfino la definizione di cosa si intende per professionalità docente(cfr.CCNL 2006-2009 Art. 27). Inutile quindi riempire pagine di geremiadi sulla qualità della scuola quando il difetto sta nel manico: un paese che non investe in cultura, e quindi in questo caso, in formazione, è destinato a rimanere il fanalino di coda di un mondo sempre più globalizzato