BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

BULLISMO/ Il caso della ragazza di Salò: quando Dante aiuta a scoprire la verità

Pubblicazione:

scuolaconfusaR375_12nov09.jpg

La Preside. Non ci si può nascondere dietro un dito. Anche se il dito è enorme come l’istituzione e l’ideologia del contesto sociale. Quello che è successo dentro la scuola non è un fatto interno alla scuola. Ma di grave rilevanza morale e civile. Non può essere risolto dentro le mura della scuola. E meno male che ne è uscito. In questo modo dobbiamo prendere atto di una dolorosa ferita inferta al pudore, di una ripugnante violazione di ciò che di più sacro esiste nel mondo affettivo dei più giovani e di cui anch’essi devono rendersi conto, questa volta attraverso la punizione, non la giustificazione.


I genitori. Che tristezza. Viene da chiedersi come sia la loro vita familiare, se mai abbiano avuto il coraggio di parlare ai figli dell’amore e del rispetto, o se invece si sia lasciato tutto inespresso e senza sponde. Quanto sono stati lungimiranti i magistrati milanesi che alcuni mesi fa hanno giudicato i genitori di una banda di ragazzi-bene senza giri di parole: incapaci di dare ai figli una solida educazione affettiva e sentimentale.


Dopo l’inferno c’è la possibilità di risalire sulla terra. Chissà che un fatto di cronaca così serio non porti con sé, paradossalmente, anche una nuova consapevolezza. Quasi un fiore improbabile dopo il rigido inverno.

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
31/03/2010 - sinceramente incredulo (Antonio Servadio)

Come è potuto succedere? Non capisco, qualcosa non mi torna. Come fa un insegnante a non notare proprio nulla? O forse non era in classe in quel momento. Come fanno in tanti ragazzi a trovarsi tutti concordi e compatti in atti di questo genere? Possibile che nessuno si metta contro o riferisca? Come e perchè succede? La vittima, come è possibile che non si sia ribellata, che non abbia neppure gettato un grido? Non capisco, per cortesia qualcuno spieghi questa serie di stranezze.

 
31/03/2010 - Grazie Laura (Lorenzo Maria Alvaro)

Temi enormi la famiglia, la scuola e l’educazione, nella sua accezione più alta. Affrontati con la tua consueta chiarezza. Era un delitto lasciar passare l’accaduto bollandolo come semplice cronaca. Non resta che sperare. Sperare che non sia troppo improbabile il fiore né troppo rigido l’inverno.

 
31/03/2010 - Insegnare nel mondo contemporaneo (enrico maranzana)

Il problema DEVE essere risolto entro le mura della scuola in quanto l'accaduto ha natura culturale: l'intera classe ha partecipato al misfatto come dimostra il silenzio che lo ha coperto. La comunicazione educativa adulta ha origine dall'accettazione incondizionata dell'altro e dalla messa a punto di percorsi di cambiamento coinvolgenti, motivanti, pregnanti, gioiosi, organici, collegiali e condivisi.

RISPOSTA:

La scuola non è tutto, in questo e in altri casi. Ci sono in gioco persone che sono sì studenti, professori, preside, genitori, ma anche cittadini italiani. Quando accadono fatti così gravi, e inspiegabili dalle notizie che ne abbiamo, con i dovuti modi è necessaria una presa di posizione più ampia, appunto culturale e civile. Laura Cioni