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MOSTRE/ Galileo e il piano inclinato. Come coinvolgere anche gli studenti più sfaticati

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 Abbiamo suddiviso il lavoro di fisica in due programmi all’interno dell’attività area di progetto: il programma di ottica e quello di meccanica. I ragazzi di seconda I.T.I.S. si sono cimentati assieme a me e al docente di laboratorio nella costruzione di un modello di cannocchiale montato e funzionante e di uno aperto, in modo da poterne vedere il funzionamento. Inoltre, hanno allestito esperimenti per spiegare il funzionamento del cannocchiale. I ragazzi di terza hanno seguito il programma di meccanica e lavorato sugli esperimenti di Galileo sul moto. Particolarmente entusiasmante è stato il lavoro per la costruzione del piano inclinato, per la dimostrazione del moto accelerato, costruito in collaborazione con gli alunni del CFP Aldo Moro di Valmadreda, una scuola per falegnami e grazie al contributo di un maestro falegname che li ha guidati come un padre. Un modello in legno di abete lungo sei metri, riuscito talmente bene che altre scuole lo hanno richiesto per mostrarlo ai loro alunni.

 

 

E per la parte teorica?


Per la parte teorica, invece, è stato prezioso il lavoro dei ragazzi e degli insegnanti del Liceo scientifico Grassi e del Classico Manzoni di Lecco. Quelli del classico hanno curato le osservazioni di Galileo, nonché fatto un approfondimento sulle conseguenze storiche e filosofiche delle sue osservazioni. I ragazzi dello scientifico si sono invece concentrati sui modelli dell’Universo, sulle osservazioni di Galileo e sulle relative conseguenze.


C’è stato un pubblico numeroso?


Durante la settimana c’erano per lo più classi e insegnanti, mentre nel week-end un pubblico di adulti. Da lunedì 16 novembre a sabato 28 novembre hanno visitato la mostra 64 classi di scuola secondaria superiore, 28 di scuola secondaria di primo grado e 2 di scuola primaria per un totale di 2500 studenti, mentre i visitatori non prenotati sono stati 500 circa.


Ci può raccontare esempi di come si sono coinvolti i ragazzi?

 


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