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SCUOLA/ Il caso dei bambini di Novara: così si è sporcata la vocazione di noi insegnanti

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In questa vicenda, certamente desolante e anacronistica, sono presenti i vari soggetti dell’educazione: gli alunni, i genitori, le maestre, il direttore didattico, il personale ATA, le istituzioni. Ognuno però sembra andare a ruota libera per la propria strada, anzi, come in un vecchio flipper, oggi non più di moda, quando uno dei soggetti si sente urtato, reagisce a sua volta dispiegando una risposta uguale e contraria alla spinta che ha ricevuto.

 

Il povero bambino alle prese con i suoi “bisogni” (sempre di bisogni si tratta) se la deve vedere con la bidella, la bidella se la prende con le insegnanti e i genitori incapaci di “educare”, le insegnanti cercano il sostegno del direttore didattico, il direttore didattico è allibito e si appresta a prendere dei provvedimenti, le istituzioni paventano verifiche dello stato psicologico dei docenti, i genitori denunciano.

 

Possibile che il criterio con cui gli “operatori” della scuola – personale ATA, insegnanti, direttore - si muovono debba essere quello della reazione istintiva e irresponsabile? E’ solo questione di nervi a fior di pelle? E’ l’ insoddisfazione per il proprio lavoro che porta a queste reazioni? Può darsi, e questo permetterebbe in qualche modo di comprendere, ma non giustificare, il comportamento di insegnanti e personale ATA della scuola di Novara. Ma c’è di più.

 

Spesso il disagio (disagio di qualunque tipo), di un bambino, di un nostro alunno, di un figlio, mette a disagio noi adulti. Non sappiamo come affrontarlo, non ce lo aspettiamo, non ci sentiamo preparati, disturba gli schemi che ci siamo fatti. Io sono un insegnante. Ogni volta che preparo una bella lezione, entro in classe con un gran desiderio di trasmettere tutto il mio interesse, la mia preparazione, il gusto che ho riscoperto nel prepararla ecc. Immancabilmente succede che, più delle altre volte in cui faccio lezione – è quasi un’ennesima legge di Murphy - mi accorgo che qualcuno dei miei alunni è svogliato o poco interessato oppure si annoia, magari incomincia a distrarsi.

 

 

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