BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCUOLA/ Il caso dei bambini di Novara: così si è sporcata la vocazione di noi insegnanti

Un piccolo comune della provincia di Novara è diventato ieri il centro di un'ennesima vicenda di prevaricazione in una scuola. Ma questa volta i "bulli" sono niente meno che le insegnanti e le bidelle. TIZIANO VIGANO', insegnante spiega a ilSussdiario.net come questo fatto lo ha colpito umanamente e professionalmente

maestra_bambiniR375_04set08.jpg (Foto)

I fatti sono diventati noti in seguito alla denuncia di una madre. E’ accaduto in una scuola elementare di un piccolo comune in provincia di Novara. Dalla classe sono state fatte uscire le bambine. Poi una bidella e le tre insegnanti della terza elementare hanno obbligato i 10 maschietti rimasti a calarsi pantaloni e mutande.

 

Maestre e bidella volevano capire chi avesse sporcato il gabinetto e poi, dopo aver scoperto e umiliato il «colpevole» davanti ai compagni, lo hanno punito. La bidella era andata su tutte le furie: «Sono stanca di pulire. Questi bambini non vengono educati dai genitori e dalle maestre. Ora voglio capire chi è stato». La donna dunque avrebbe convinto le insegnanti a eseguire i suoi ordini e a denudare i bimbi.

 

Le insegnanti, di fronte all’ira della bidella, hanno spiegato al direttore didattico che non sono riuscite a mantenere la calma e a trovare un modo diverso per risolvere il problema. Incredulo e allibito il direttore didattico, che intende prendere provvedimenti.

 

«Il bambino, ha spiegato la madre, forse a causa di un attacco di dissenteria, aveva chiesto il permesso di andare in bagno. Le maestre hanno detto di no fino all’intervallo. Così il bambino, che stava male, quando è riuscito a raggiungere il gabinetto ha fatto quello che poteva e, logicamente, si è sporcato».

 

A proposito dell’episodio Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, ha parlato di «danno pedagogicamente rilevante, oltre che lesivo della dignità e dell'emotività dei bambini» E ha aggiunto: «Rimango dell'idea, più volte manifestata, che l'esercizio della professione educatrice nella scuola debba necessariamente filtrare anche da verifiche dello stato psicologico dei docenti, fermo restando che con ciò non intendo gettare fango sulla categoria, ma preservare la stessa da possibili distorsioni».

 

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO, CLICCA SUL PULSANTE >> QUI SOTTO