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SCUOLA/ Il preside: la mia paritaria smentisce chi ci accusa di respingere i disabili

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Sta montando sui giornali una polemica faziosa contro le scuole paritarie sul tema degli alunni disabili. Come dirigente di una scuola paritaria della provincia di Reggio Emilia, la scuola primaria e secondaria di primo grado “Vladimiro Spallanzani” di Casalgrande, sento il dovere di intervenire nel dibattito con la speranza che l’evidenza dei fatti abbia ancora il potere di scalzare il pregiudizio, così da poter affrontare il problema con serenità e nella prospettiva di un reale miglioramento del nostro sistema scolastico.

L’attenzione agli alunni con problemi di comportamento o di apprendimento è connaturata con le origini della nostra scuola, che fin dagli inizi, a metà degli anni 70, è stata frequentata da bambini gravati da pesanti situazioni di disagio familiare, con inevitabili conseguenze sul rendimento scolastico.

Divenuta paritaria con la legge Berlinguer (62 / 2000), la scuola ha continuato ad ospitare un alto numero di alunni “problematici”, situazione che ci ha condotto ad elaborare nel tempo metodologie didattiche innovative.

Inizialmente alcune insegnanti si resero disponibili a seguire nelle loro ore libere alunni che presentavano forti difficoltà di apprendimento, ottenendo risultati positivi e a volte sorprendenti. Ritenemmo pertanto di dover intensificare l’attività di recupero, assumendo educatrici adibite esclusivamente a tale attività.

A poco a poco si delinearono modalità didattiche che riguardarono l’intera attività della scuola, che si evolse in senso fortemente personalistico, a beneficio non solo degli alunni in difficoltà, ma di tutti gli alunni in genere. Da questo percorso sono maturati un metodo per il recupero delle difficoltà di apprendimento e uno stile didattico originali.

Gli assi portanti della nostra metodologia didattica sono tre: forte senso di unità e corresponsabilità educativa da parte di tutto il personale della scuola (docente e non docente), disponibilità a comunicare e collaborare sia nei momenti strutturati che nei rapporti informali, didattica personalizzata.

 

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COMMENTI
05/03/2010 - Ributtante ipocrisia (FRANCO BIASONI)

Chi rimprovera le scuole paritarie di non accogliere alunni disabili (cosa non vera) sono gli stessi che negano alle scuole paritarie il diritto allo stesso trattamento economico di cui godono le scuole statali. Si tagliano le gambe al cavallo per poi poter lamentarsi del fatto che non corre! Ipocrisia ributtante sulla pelle delle famiglie e di chi nella scuola paritaria spende professionalità e passione educativa.