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SCUOLA/ Il preside: la mia paritaria smentisce chi ci accusa di respingere i disabili

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Nell’anno scolastico in corso su 156 alunni iscritti vengono seguiti 8 alunni certificati (di cui 2 gravissimi) e altri 29 con D.S.A. o altre difficoltà di apprendimento, impiegando 11 insegnanti tra sostegno e recupero, per complessive 184 ore settimanali.

I nostri alunni non pagano alcuna retta aggiuntiva per il sostegno. Vengono utilizzati, a questo scopo, i fondi statali previsti per la scuola elementare e i contributi di Comuni particolarmente sensibili al problema della disabilità.

Abbiamo osservato che il nostro metodo non solo consente l’apprendimento dei contenuti essenziali da parte degli alunni “meno dotati”, ma favorisce anche la socializzazione all’interno della classe, perché nessuno si sente escluso e tutti, sia pure con diverse modalità, partecipano alla comune avventura della conoscenza. Questo aiuta a prevenire la progressiva emarginazione degli alunni con difficoltà di apprendimento e a contenere i problemi disciplinari ad essa collegati.

Gli insegnati di classe partecipano a questo lavoro in vari modi. Innanzitutto mantenendo un rapporto organico e costruttivo con le insegnanti di sostegno – recupero, poi adottando criteri didattici attenti alle diverse peculiarità di apprendimento.

Nell’esposizione dei contenuti, ad esempio, impostano la lezione secondo criteri di gradualità, a partire dai contenuti essenziali; utilizzano strumenti compensativi (schemi esemplificativi, mappe, tabelle ecc...) spesso ideati da loro stessi, applicano accorgimenti per mantenere sempre vigile l’attenzione (leggere le note a margine, leggere il testo di un certo esercizio,ripetere le consegne ecc…), valutano gli alunni facendo attenzione al processo di apprendimento, più che ai risultati finali.

E i risultati non mancano. Una nostra alunna, alla quale era stata diagnosticata una grave forma di dislessia in terza elementare, seguita intensamente e sistematicamente sia a scuola che a casa fino alla terza media, si è iscritta nell’anno scolastico in corso al liceo classico, riportando voti superiori al sette in molte materie, in particolare in italiano e latino.

Il nostro lavoro è conosciuto e stimato non solo dai genitori, ma anche dai presìdi socio - sanitari del territorio in cui operiamo (il comprensorio delle ceramiche): siamo considerati il punto di eccellenza per il recupero dei disturbi di apprendimento.

Abbiamo calcolato che, prendendo in carico i suoi 156 alunni tra cui gli 8 certificati, la nostra scuola fa risparmiare allo Stato 1.094.000 € l’anno.

Non è giusto. Non è giusto suggerire subdolamente l’idea calunniosa che avvenga esattamente il contrario.

Chi lo fa si rende complice dello sfacelo in cui versa il nostro sistema scolastico, impedendone una vera e costruttiva evoluzione.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
05/03/2010 - Ributtante ipocrisia (FRANCO BIASONI)

Chi rimprovera le scuole paritarie di non accogliere alunni disabili (cosa non vera) sono gli stessi che negano alle scuole paritarie il diritto allo stesso trattamento economico di cui godono le scuole statali. Si tagliano le gambe al cavallo per poi poter lamentarsi del fatto che non corre! Ipocrisia ributtante sulla pelle delle famiglie e di chi nella scuola paritaria spende professionalità e passione educativa.