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SCUOLA/ Valutare il comportamento degli alunni? Significa solo usare il buon senso

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Eliminando ogni pensiero che faccia pensare ad un problema di risparmio perché gli anni precedenti si è largheggiato troppo in premi e riconoscimenti oppure perchè qualcuno ha usato male le risorse messe a disposizione, forse l’intervento vuole sottolineare un altro problema. Forse il problema comportamentale degli studenti sta emergendo in tutta la sua complessità.


Scorrendo i dati sui risultati degli scrutini del I° quadrimestre delle scuole di I° e II° grado (80% delle scuole), comunicati dal ministero il 28 febbraio 2010, si vede che c’è un aumento di circa il 20% delle insufficienze in condotta, rispetto all’anno precedente. Se si va più a fondo si scopre che le scuole professionali e tecniche raggiungono circa l’88% delle insufficienze in condotta per le scuole di II° grado e per un insegnante come me di un ISIS capisco di cosa si parli.

 

 

Vorrei provare ad affrontare il problema della emergenza condotta/comportamento degli studenti considerando alcune ipotesi:

 

-gli insegnanti vecchi o con molti anni di servizio stanno scoppiando ad uno ad uno e non gli par vero di poter usare il voto in condotta per “vendicarsi” di tanti anni di disagi

 


-gli insegnanti giovani non sanno tenere le classi

 


-gli studenti sono sempre peggio

 


-la scuola così come è non può più rispondere ad una delega che le è stata data

 

 

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COMMENTI
05/03/2010 - Il buon senso VS professionalità (enrico maranzana)

Riformulando e contestualizzando in campo ospedaliero l'affermazione "i corsi abilitanti non li hanno preparati a ciò che effettivamente incontreranno" produce un'immagine in cui si misura la febbre, si contrastano i sintomi delle malattie ma non si ricercano le loro cause. L'origine dell'insofferenza dei giovani verso l'istituzione scuola, di cui nessuno parla, deriva anche da un insegnamento che si fonda sull'ossequio a quanto sancisce il libro di testo. Eppure sono anni che la legge cerca di orientare le scuole alla promozione di capacità e di competenze. Si considerino ad esempio i vigenti programmi degli ITC che affermano: "L'acquisizione di tali capacità deriva anche dall'abitudine ad affrontare e risolvere problemi di tipo prevalentemente gestionale, analizzati nelle loro strutture logiche fondamentali con un approccio organico ed interdisciplinare". E' sufficiente passare in rassegna alcuni POF per constatare come l'indicazione ministeriale sia totalmente disattesa. Anche i nuovi regolamenti di riordino delle superiori contengono analoghe prescrizioni: la didattica laboratoriale è posta a fondamento dell'organizzazione dei percorsi. Eppure le analisi e i confronti che si stanno svolgendo tra gli addetti ai lavori trascurano tale aspetto e si concentrano sulla spartizione delle ore di insegnamento.