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Educazione

SCUOLA/ Voti, valutazione, insufficienze: parole che offuscano il problema educativo

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Per chiarezza d’esposizione si richiamano alcune disposizioni del TU 297/94:

 

Il rapporto intercorrente tra l’istituto scolastico e la società è curato dal Consiglio di Istituto che «elaborando e adottando gli indirizzi generali» elenca le competenze generali che caratterizzeranno gli studenti al termine dell’itinerario formativo [“indirizzo”, in ambito scolastico, ha univoco significato]. In tal modo la scuola dichiara i caratteri del servizio erogato. Il lavoro avrebbe potuto essere facilitato dalle esemplificazioni esistenti [cfr. profilo professionali indirizzi ITIS – profilo culturale, educativo e professionale dei nuovi regolamenti]. Il Consiglio di istituto, inoltre, ha l’onere di determinare «i criteri generali per la programmazione educativa» e «ha potere deliberante per quanto concerne l'organizzazione e la programmazione della vita e dell'attività della scuola».

 

La programmazione e il controllo dell’efficacia dei processi educativi, progettati per conseguire i traguardi fissati dal Consiglio di Istituto, sono affidati al Collegio dei Docenti. In particolare esso enuclea, a partire dalle competenze generali, le capacità ad esse corrispondenti e ipotizza il percorso pluriennale per il loro conseguimento.

 

L’adeguamento della strategia educativa generale alla peculiarità della singola classe, la scelta delle modalità di convergenza degli insegnamenti verso obiettivi comuni competono al Consiglio di Classe.

 

La progettazione e la gestione di “occasioni di apprendimento” è il mandato affidato ai docenti.