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SCUOLA/ L'autonomia della Gelmini? Irrealizzabile senza la gestione diretta del personale da parte delle scuole

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 In questo caso i docenti presenti nella scuola ed eventualmente “perdenti posto” potrebbero essere utilizzati per un arco più ampio di insegnamenti, per i quali siano dotati di altre abilitazioni (anche se non la titolarità di cattedra) o addirittura semplicemente di titoli di studio e di certificazioni valide.

 

Come si vede, per rendere praticabile lo schema dell’autonomia/flessibilità ordinamentale, soprattutto nelle ampie dimensioni che si è voluto attribuirgli, è necessario mettere mano al sistema di gestione del personale.


Un modo ci sarebbe per uscire dalla contraddizione: quella di realizzare un’autonomia completa sia dal punto di vista della gestione del personale sia dal punto di vista del reperimento delle risorse sul territorio. Il che potrebbe avvenire, se fosse approvato il PdL n. 953 di Valentina Aprea. Questo PdL diviene la condizione di concreta fattibilità dei Regolamenti Gelmini.



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COMMENTI
09/03/2010 - Berlnguer e l'organico funzionale (massari annalisa)

Già la riforma berlingueriana con l'avvio contemporaneo dello status di dirigenti ai presidi, l'attribuzione della personalità giuridica alle scuole e l'autonomia scolastica non poteva prescindere, per realizzare le sue dichiarate finalità educative e culturali, dalla creazione di un organico d'istituto che, nel caso di "sovrannumerari" diventava organico "funzionale" alla realizzazione del POF. Poi Berlinguer stesso lo abolì di fatto, perchè costava. Le cattedre da 14 ore e 4 a disposizione che permettevano di rimpiazzare colleghi assenti, ma anche di realizzare progetti di recupero, di Italiano Lingua 2, di valorizzazione delle eccellenze, diventarono di 18 frontali per tutti, aumentabili a 24. Col senno di poi, avendo finalmente ripristinato l'esame di riparazione dopo aver abolito quell'aberrazione giuridico-amministrativa che era il "6 rosso" (un vero falso in atto pubblico), lo Stato avrebbe risparmiato mantenendo i docenti in organico con le ore a disposizione per i progetti suddetti anzichè affidarli a costose cooperative o ai corsi di recupero obbligatori che costano, quelli sì, parecchio di più. I precari sarebbero pian piano entrati in ruolo, creando i presupposti keynesiani per il recupero dei consumi e quindi la ripartenza del "moltiplicatore". Ma se si eliminano le ore di Diritto e Economia,unici in tutta Europa, questi elementi di chi mai più saranno patrimonio?

 
08/03/2010 - riforme edulcorate (paolo franco comensoli)

condivido con l'Autore la convinzione che l'approvazione del DDL Aprea darebbe una forte spinta innovatrice al sistema scolastico. Ma il DDL passera', se passera', solo quando sara' stato "sterilizzato", cioe' deprivato dei contenuti piu' riformatori ed illuminati. Succedera' la stessa storia della riforma dei cicli: dai 12 indirizzi di Barlinguer ai 18 della Moratti ai quasi 50 della Gelmini, dopo aver ripristinato per strada il 13 anno di scuola, la scuola media, la tripartizione gerarchica licei-tecnici-professionali, i voti, espropriate le Regioni delle competenze in materia di istruzione professionale, ecc. La Riforma parte finalmente perche' sostanzialmente svuotata. Per carita', sempre meglio di niente.

 
08/03/2010 - Menar il can per l'aia (enrico maranzana)

Il DPR del 275/99 afferma che l'autonomia "si sostanzia nella progettazione di interventi di formazione, educazione, istruzione". Di questo l'articolista non parla comportandosi come un capitano di una nave che naviga senza bussola, curandosi solo del lavoro dei marinai. Posizione del tutto analoga a quello del DDL Aprea che calpesta i principi delle scienze dell'amministrazione prefigurando una scuola fondata sulla conoscenza e non sullo sviluppo integrale della persona umana. Per evitare incomprensioni: la FORMAZIONE trova la sua definizione nelle competenze generali elencate nei profili dei nuovi regolamenti [CDM febbraio 2010]; l'EDUCAZIONE è responsabilità del collegio dei docenti [TU 297/94] che individua le capacità necessarie alla conquista delle competenze generali, l'ISTRUZIONE corrisponde alla messa a punto di occasioni di apprendimento atte sia a conseguire i traguardi educativi, sia a trasmettere una corretta immagine delle diverse discipline.