BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

UNIVERSITA'/ Tre esempi per mostrare i rischi di una riforma che fa fuori l'autonomia

Pubblicazione:

universit%C3%A0_docentiR375_28ago08.jpg

Il tutto utilizzando il più possibile criteri oggettivi, perché si richiede che il processo di verifica sia trasparente e comprensibile anche agli esterni: le pubblicazioni dunque non si leggono, si contano o si “pesano”. Ma i prodotti della ricerca scientifica non sono una merce qualsiasi, il cui valore si può facilmente misurare. E poi, per avere la certezza che un professore lavori spingendo in avanti la frontiera della conoscenza, siamo sicuri non ci sia niente di meglio che contare le ore durante le quali sta seduto alla scrivania?


Il secondo esempio riguarda l’accorpamento dei settori scientifico disciplinari nei quali sono raggruppati i docenti a seconda delle rispettive aree di indagine scientifica. Il provvedimento non sembra finalizzato a promuovere una visione più generale del sapere, ma a rendere più numerosi gli afferenti a ciascun settore così da impedire che la governance interna e il reclutamento si basino sulla conoscenza personale. Si sa: conoscere personalmente significa inevitabilmente fare dei favoritismi; non per nulla ci è stato di recente ricordato che siamo la patria del “familismo amorale”.

 

Molto meglio mettersi ad un’anonima distanza. Con buona pace di chi ricorda con nostalgia i tempi in cui la cooptazione nella professione accademica (sì, cooptazione, l’unica modalità sensata di reclutamento che viene utilizzata nelle accademie di tutto il mondo) si basava su una conoscenza a 360 gradi del profilo dello studioso da parte della comunità di riferimento.


Terzo esempio è quello degli interventi in tema di articolazione interna dell’Università che prevedono l’attribuzione al Dipartimento, e non alla Facoltà, delle funzioni finalizzate alla ricerca e alla didattica, così come un tetto massimo al numero di facoltà che si possono costituire all’interno di ogni singolo Ateneo.

 

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO, CLICCA SUL SIMBOLO >> QUI SOTTO



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >