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SCUOLA/ Sapere o saper fare? Senza competenze non si impara nulla

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Definire per le diverse aree disciplinari delle competenze non generiche e non fumose, ma al contempo non troppo limitatamente operative, richiede un equilibrio difficile. Soprattutto il problema è quello di non scrivere libri dei sogni: elenchi interminabili e non controllabili con realistici strumenti di valutazione. Scegliere le conoscenze richiede una dolorosa capacità di rinuncia, oltre che un minimo di aggiornamento scientifico. Le scelte non dovrebbero avere come unico punto di riferimento i canoni interni delle discipline, ma anche le capacità formative dei diversi temi. E’ il caso di sottolineare che non si tratta solo di riprodurre passivamente le conoscenze stesse, ma anche di farne il materiale per l’esercizio delle abilità in relazione alle loro caratteristiche.

 

Le abilità equivalgono sostanzialmente a quelli che a livello internazionale vengono definiti come skills ed hanno forti assonanze con le abilità trasversali o le competenze di cittadinanza. Qui il problema è quello di individuare il corretto legame con le conoscenze da sviluppare e considerarle anche in parte come una articolazione ed una premessa alle competenze. Un rapporto flessibile di interrelazione deve comprendere varie combinazioni reciproche tra abilità e conoscenze e tra queste e la competenza da attendersi. Ad esempio ci sono conoscenze che si prestano al consolidarsi di alcune competenze ed abilità.


Il lavoro in particolare è reso difficile dalla grave carenza di riflessioni teoriche concrete in proposito, oltre che di rielaborazioni interessanti di esperienze operative in questo campo.



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COMMENTI
01/04/2010 - Sapere o saper fare? (michele maioli)

Saper imparare

 
01/04/2010 - Costruiamo insieme iniziando dal confronto (enrico maranzana)

Come non essere d'accordo con l'articolista quando sottolinea la tortuosità del cammino? E come non apprezzare la sua denuncia del tentativo in atto di piegare il significato di competenza all'immutabilità dell'esistente? Quest'ultima operazione ha caratterizzato la vita della scuola degli ultimi quarant'anni come è successo, ad esempio, per il concetto di autonomia (si veda, per ritrovare il suo significato autentico nella sezione didattica di matematicamente.it - insegnare matematica dopo il riordino). Il tentativo di banalizzare l'insegnamento per competenze rientra in questa casistica (si veda nella sezione autonomia e organizzazione di educationduepuntozero.it - competenza un termine non primitivo). Segnalo infine che su questo sito è stata descritta [23/2] un'esperienza operativa del tutto conforme alle nuove disposizioni (Il caso di Lecco - quando l'autonomia è a portata di mano).