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SCUOLA/ Le "scarpe di Percy" non bastano per diventare grandi: gli adulti dove sono?

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Senza demonizzare gli accenni alla sessualità che viene proposta come scoperta offerta dai coetanei, ci sono alcuni punti che lasciano perplessi e che pongono la domanda sulla pertinenza della lettura del libro da parte di bambini/ragazzini. Lo sfondo della vicenda non contempla la presenza di adulti significativi. I genitori di Ulf sono brave persone chiuse nel loro mondo di sogni e di immagine ideale del proprio figlio, anche quando la realtà chiederebbe loro di interrogarsi e di interagire con il figlio. È significativo il crescendo di accuse fatte dai vicini a Ulf di fronte alle quali la madre oppone la sua certezza incrollabile nella bontà del figlio (“Il mio piccino non può fare queste cose!”) . La maestra adotta un atteggiamento di “vivi e lascia vivere” nei confronti di Percy che può infrangere le regole quando vuole.

 

Le scarpe magiche diventano il deus ex machina che permette un cambiamento, talmente repentino ed eccezionale che lo stesso Ulf alla fine ne ha paura. Un elemento esterno è ciò che cambia il modo di affrontare la vita di Ulf, il quale ritrova e moltiplica la fiducia in sé. Interessante questione questa, considerata la fragilità da cui sono afflitti molti bambini/ragazzini, ma che certamente non può che confondere il ragazzino che legge da solo le pagine del libro. Potrebbe essere lo spunto per un adulto, genitore od insegnante, per dialogare con figli e alunni sulle defaillances nella considerazione di sé e sui possibili aiuti a crescere in un equilibrio tra il sentirsi incapaci e il mostrarsi 2bulletti” e provocatori. Un bambino ha bisogno di una adulto per riflettere e misurarsi sui suoi disagi e sulle sue fatiche nel crescere. Nel libro, forse volutamente, non si fa cenno se non molto marginalmente alle fatiche e agli inciampi che un ragazzino può trovare nel rapporto con gli adulti - genitori e insegnanti - . Il tanto declamato realismo con cui l’autore stila le sue storie sembra non tener conto dell’importanza dello stato in cui versano molti adulti oggi: problematici, impauriti, smarriti di fronte ad un rapporto educativo. Il rapporto coi pari è molto importante, ma non può essere chiuso in una bolla autarchica.

 

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COMMENTI
11/04/2010 - gli adulti significativi nelle fiabe (massari annalisa)

La fiaba è una metafora sulla crescita, non a caso nel libro si parla di esperienze importanti come la morte o la sessualità. Forse ho capito male il senso dell'articolo, ma nelle fiabe che tutti abbiamo letto da piccini non ricordo di aver notato la presenza di adulti significativi in funzione educativa o di esempio. Da Pollicino a Biancaneve a Pollyanna l'adulto o è uno stordito che fa corbellerie (il re di Biancaneve, il babbo di Pollicino)o è cattivo d'animo (la strega di Biancaneve, quella di Pollicino, il gigante del Fagiolo Magico, il pessimo Uriah Heep di David Copperfield per non parlare degli adulti di Pinocchio o di Peter Pan), o è una persona con grossi problemi che alla fine viene riscattata dalla bontà del piccolo protagonista (Pollyanna, Heidi, Tom Sawyer etc.). Raramente si trovano adulti virtuosi nei libri per ragazzi, nel migliore dei casi essi sono appunto distanti e di contorno, ma il cattivo non manca mai. In "La foresta incantata" i genitori della protagonista vengono addirittura trasformati in maiali, e tali restano fino alla fine della storia, salvati poi dalla figlioletta. Le favola non è conservatrice, per sua natura deve infondere fiducia nei giovani valorizzando la loro purezza e vitalità a confronto col mondo vecchio e corrotto che li precede. Non le fiabe, ma le persone che hanno responsabilità sociali, economiche ed educative nei confronti dei bambini e dei giovani che devono farli crescere con gli strumenti educativi e con l'esempio.