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SCUOLA/ 2. Finalmente qualcuno libera la Storia dalle incrostazioni dell’ideologia...

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New York, Ground zero  New York, Ground zero

Ma soprattutto storia e filosofia vengono considerate (e questa é la fondamentale caratteristica positiva dell’intero quadro delle Indicazioni) in relazione con le fondamentali esigenze degli studenti, come dimensioni atte all’introduzione ad un rapporto sempre più consapevole dei giovani con la complessità ed insieme la significatività del reale.

 

È qui che soprattutto emerge la novità del testo delle Indicazioni, nell’attenzione alla realtà dei giovani d’oggi: infatti le Indicazioni più che soffermarsi su tutti i periodi e gli autori ritenuti irrinunciabili invitano a proporre le discipline secondo una prospettiva educativa esistenziale.

Si é preso finalmente coscienza che i ragazzi d’oggi sono vittime di una gigantesca “Chernobyl culturale”, per cui nulla può più essere dato per scontato, né la motivazione allo studio, né l’amore per la costruzione di un sé consapevole, né tanto meno una base culturale comune metodologicamente fondata, ancorché elementare.

 

Così in storia si sottolinea che l’obiettivo è “proporre lo svolgimento di eventi correlati fra loro secondo il tempo”, evidenziando che oggetto specifico della storia sono gli eventi del passato, nell’irriducibilità della loro successione cronologica e della loro contestualizzazione geografica (particolarmente apprezzabile il rilievo del collegamento strutturale tra storia e geografia, da tempo al centro della riflessione della scuola annalistica).

 

Sembrano osservazioni di buon senso, ma costituiscono l’invito a riprendere in considerazione i “fondamentali” della disciplina per aiutare i giovani a riscoprire la storia come il luogo in cui si incontra l’umanità e la libertà degli uomini del passato nella loro modalità di ricerca del significato e di organizzazione della società e del mondo circostante, a mostrare insomma che la storia non è soltanto raccolta di dati, analisi di strutture e confronto tra modelli di civiltà o di società.

 

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COMMENTI
15/04/2010 - Semplificare non è la parola chiave (enrico maranzana)

Le situazioni complesse non si possono semplificare ma si devono affrontare scomponendole, per approssimazioni successive: l'errore metodologico presente nelle indicazioni nazionali nasce dall'aver disatteso questo fondamentale postulato. Si consideri ad esempio il principio espresso nel regolamento dei licei che afferma: la valorizzazione del lavoro scolastico implica "la pratica dei metodi di indagine propri dei diversi ambiti disciplinari". Se tale enunciato fosse stato rispettato le indicazioni nazionali avrebbero dato significativa rilevanza sia all'elencazione dei problemi che hanno portato agli attuali assetti disciplinari, sia alla classificazione e alla descrizione dei relativi metodi di ricerca. Si prenda ad esempio il profilo generale e competenze di filosofia e, in particolare, la frase "Lo studio dei diversi autori e la lettura diretta dei loro testi dovranno essere focalizzati sui seguenti problemi fondamentali" che muove in direzione opposta: l'oggetto di studio è l'interpretazione del pensiero filosofico, non la messa a punto di occasioni di apprendimento in cui gli studenti possono praticare e ripercorrere cammini di ricerca. Le indicazioni nazionali avrebbero dovuto favorire, non contrapporsi, alla didattica indicata nel regolamento.