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SCUOLA/ Formazione docenti, le associazioni devono contare di più

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Inoltre, per la sola scuola primaria, la frequenza del corso di aggiornamento-formazione linguistica e glottodidattica compreso nei piani attuati dal ministero, con la collaborazione degli uffici scolastici provinciali, delle istituzioni scolastiche, degli istituti di Ricerca (ex Irrsae, Cede, Bdp oggi, rispettivamente, Irre, Invalsi, Indire) e dell'Università, comporta allo stesso modo l'attribuzione di 1 punto.


Sono diversi ormai gli enti che, emanazione delle Università, offrono formazione a distanza e master on line. Anche la IUL (Italian University Line), Università telematica, pubblica, non statale istituita con decreto ministeriale nel 2005 (sostenuta per il 50% dall'Ansas e per il restante 50% da 5 Università: Milano-Bicocca; Firenze; Macerata; Lumsa Roma; Palermo), si sta muovendo nella direzione dei master di 1° livello, e quindi della formazione di docenti esperti, che comportano il suddetto riconoscimento giuridico.


Tutto bene, se non fosse che una formazione concepita come erogazione di tecniche didattiche o gestionali rischia di emarginare la riflessione sull'esperienza didattica maturata a diretto contatto con la classe. Sarebbe bene, quindi, che tutta la partita dell'aggiornamento e della formazione fosse ripensata, a partire dal coinvolgimento dell'associazionismo professionale docente (con conseguente valutazione dell'aggiornamento fornito e contemporanea attribuzione agli enti erogatori di crediti da riconoscere ai corsisti), nella misura in cui esso veicola tale esperienza e la propone al mondo della scuola come culturalmente valida e innovativa.


Ansas e Iul recentemente hanno dimostrato una certa disponibilità in proposito: si tratta di avviare un percorso nuovo che comporta la valorizzazione del rapporto diretto con i docenti e con le associazioni professionali, al fine di riconoscerne il valore aggiunto di esperienza e competenza nell'ambito della formazione degli operatori scolastici. 



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COMMENTI
22/04/2010 - formare i formatori (alberto cucchi)

Ho svolto attività nelle scuole di specializzazione di istruzione secondaria (SSIS) dall'anno 2001 all'anno scorso e si è compreso come, fin dall'inizio dell'avventura di queste istituzioni, create come luogo privilegiato della formazione pubblica dei giovani insegnanti, sia stato oltremodo difficile rendere consapevoli sia la scuola secondaria, ma soprattutto l'Università dell'importanza della formazione negli ambiti disciplinari e nella didattica. Questa esperienza del tutto nuova è stata spesso passata sotto silenzio oppure è stata fatta oggetto di disinformazione. Per altri motivi altrettanto complessi questo modello di formazione è venuto meno nell'ambito della riforma complessiva ora in atto, in nome di un rinnovamento di cui ancora non si vedono gli esiti (in attesa ancora del nuovo regolamento del TFA tirocinio formativo attivo). Ci auguriamo che il patrimonio di questi anni non vada disperso come tante esperienze compiute dalle scuole negli ambiti delle didattiche disciplinari e nelle famose sperimentazioni, di cui si è accuratamente cancellata ogni rilevanza sia per le buone pratiche che per la valutazione dei risultati raggiunti. Gli insegnanti supervisori ai tirocini delle SSIS (Associazione nazionale formatori insegnanti supervisori, Anfis) si sono costituiti in un'associazione che cerca in questi ultimi tempi concitati di salvaguardare i modelli più significativi che hanno prodotto esperienze degne di essere riprodotte nel futuro sistema.

 
21/04/2010 - Il ruolo delle Associazioni (Gianfranco Porcelli)

Sono il presidente dell'Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere, la prima associazione disciplinare in Italia, attiva da oltre 60 anni. Il Ministero non ci consulta: a volte ci convoca per comunicarci decisioni già prese, fingendo poi di avere avuto in quelle riunioni un avallo che nessuno ha dato. Disattende anche i trattati e le direttive dell'UE che da Maastricht in poi vogliono che ogni studente possa imparare due lingue comunitarie oltre alla propria. L'ultima circolare consentirà di insegnare inglese nel momento più delicato (ossia all'inizio, in prima elementare) a insegnanti che al massimo avranno avuto formazione per 50 ore, di cui circa metà on-line. Con quale pronuncia? Con quali competenze metodologiche? Di formazione ci si riempie la bocca ma si fa ben poco. E pensare che quando si riduce o contiene la quantità degli insegnanti, la qualità della loro didattica assume un'importanza sempre maggiore.

 
19/04/2010 - Quale direzione per la formazione/aggiornamento? (enrico maranzana)

La parola formazione non ha valore assoluto ma il suo significato dipende dall'ambito di riferimento. Si può cogliere appieno l'importanza di tale affermazione se la si inquadra nel dibattito in corso riguardante le indicazioni nazionali per i licei che ha messo in evidenza due concezioni di scuola contrapposte (emblematico il confronto Gentili/Israel iniziato su queste pagine e continuato sul tuttoscuola.com). Preoccupante e, al tempo stesso significativo, osservare che il fondamento delle argomentazioni svolte è molto variegato: risaltano per la loro assenza i riferimenti all'ordinamento dello Stato. Per evitare di perdere di vista il significato ultimo del riordino e inquadrare correttamente il problema della formazione e dell'aggiornamento dei docenti è bene spendere alcuni minuti per riflettere sul significato del DPR sull'autonomia. A tal fine rimando a quanto appare nella sezione didattica di matematicamente.it col titolo - Insegnare matematica dopo il riordino.