BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Le Indicazioni “parlano” finalmente una lingua diversa, ora i prof sapranno usarla?

Pubblicazione:

studente_mano_matitaR375.jpg

Sulla scia dei Regolamenti arrivano al grande pubblico e agli addetti ai lavori le “Indicazioni” per i nuovi licei. La bozza - perché di ciò si tratta - è suddivisa nelle Indicazioni relative alle varie discipline. Le quali Indicazioni constano di due/tre cartelle relative ad ogni singola disciplina. Nessuna pletora quindi, ma una presentazione sintetica di un profilo generale e delle relative competenze disciplinari.


Prendendo in esame il testo relativo alla lingua e letteratura italiana si scopre che in un piccolo spazio testuale si possono rinvenire interessanti e necessari punti di attenzione afferenti alle conoscenze/competenze che strutturano la generale competenza linguistica.


Una prima gradita novità è costituita dalle due sezioni in cui è presentata la disciplina: “lingua” e “letteratura”. Ma sono molti gli elementi di positività incontrabili nel documento. Innanzitutto si intravede una continuità con le Indicazioni del 2007 relative al 1° ciclo di istruzione, una continuità rinvenibile nella correttezza con cui è disegnata la lingua e nella evidenziazione delle competenze linguistiche. Infatti, al di là delle modalità testuali di presentazione, si riscontra nelle Indicazioni per il 1° ciclo ed in quelle per i licei una griglia strutturata su conoscenze, abilità e competenze riscontrabili in entrambi i documenti. Ciò ovviamente non deve far pensare che nei vari segmenti scolastici si debbano proporre gli stessi contenuti e le stesse conoscenze, solo un po’ più approfondite.


Si sa per quanto tempo il segmento della scuola secondaria di 2° grado abbia lanciato i suoi “J’accuse” ai segmenti scolastici precedenti lamentando che il primo compito della scuola secondaria superiore fosse quello di colmare e recuperare le lacune presenti nei saperi degli studenti. La questione va guardata da un’altra ottica. Le conoscenze e i saperi non vanno riproposti ciclicamente nei vari segmenti scolastici, cerchi concentrici che allargano il loro raggio nello svolgersi del tempo scolastico: esiste una progressione nell’analisi degli “oggetti” disciplinari ed un incremento di processi e strategie cognitive perché si produca negli studenti un apprendimento significativo, cioè fatto proprio e rigiocato in situazioni varie. Va da sé che le competenze, che per definizione sono in fieri, vanno potenziate ed irrobustite via via che si sale nell’età scolare (un piccolo suggerimento. Sarebbe utile esplicitare nel documento le competenze essenziali che costituiscono la competenza linguistica generale: competenza testuale, competenza pragmatica, ecc.).

 

SCUOLA/ Bene i nuovi licei: più contenuti (e autonomia) aiutano le competenze, di F. Foschi

 


SCUOLA/ Sapere o saper fare? Senza competenze non si impara nulla, di T. Pedrizzi

 

Clicca >> qui sotto per continuare l’articolo



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
03/04/2010 - formare gli insegnanti (alberto cucchi)

Condivido sostanzialmente l'analisi delle nuove indicazioni sui programmi. Comunque l'applicazione della riforma dipende sicuramente dalla formazione dei nuovi insegnanti e non solo dall'aggiornamento di quelli attualmente in servizio. Con la conclusione del ciclo delle Scuole di specilizzazione per l'insegnamento secondario (SSIS) è venuto a mancare l'Istituzione che ha legato fortemente la pratica didattica alla riflessione sugli ambiti disciplinari. In mancanza di una valida alternativa dedicata alla formazione degli insegnanti(siamo in attesa del nuovo modello approvato dal Consiglio di Stato dopo l'iter ordinario alla settima Commissione della Camera.) sarà molto difficile costruire dei punti solidi di riferimento per la riflessione e l'applicazione delle nuove indicazioni nazionali soprattutto nella secondaria. Si auspica pertanto che la nuova formazione venga approvata al più presto nello spirito delle cose positive che a suo tempo le vecchie SSIS hanno messo in atto in quasi un decennio di attività.

 
02/04/2010 - capire e ripetere, comprendere e interpretare (Antonio Servadio)

Qui da noi siamo rapidissimi a scopiazzare acriticamente le mode, le tante cose insulse e i molteplici scarti culturali cui è facile attingere dagli USA. Quel che c'e' di buono arriva invece con 15-40 anni di ritardo (a seconda degli argomenti), e sempre con fatica, perche' qui si discute tutto dalla A alla Z e ritorno evitando come la peste di apprendere anche dall'altrui esperienza. Raro che i giornalisti si interessino e siano in grado di riferire come e perche' si fanno certe cose in un certo modo in altri paesi. Concretamente, nelle scuole USA i ragazzi vengono addestrati anche a "presentare" cià di cui hanno letto, contestualizzando la presentazione e adeguandola agli obbiettivi più vari. La lingua come materia viva, non come prerogativa accademica, è strumento per comunicare non solo letteratura, anche tecnologia e scienza. Si forma una capacità espositiva tali per cui, ad es. in ambito scientifico, gli oratori americani sono mediamente incisivi e brillanti, sanno scrivere in modo convincente, sanno ottenere attenzione e guadagnare convincimento, e quindi tutto quel che ne consegue. Al confronto, il collega-medio sfornato da licei e università è concettoso o palloso, vago o dispersivo, a volte ammuffito. Non convince e quindi non ottiene. Ha altre doti.

 
02/04/2010 - Lingua diversa con significati contradditori (enrico maranzana)

Giovani "capaci di capire e non solo di ripetere" è il traguardo di un sistema scolastico funzionale a una società statica. Il legislatore, invece, ha cercato di affrontare la dinamicità e la complessità del mondo contemporaneo finalizzando la scuola alla promozione e al potenziamento delle qualità degli studenti. In tale direzione muovono le competenze generali definite nei profili culturali, educativi e professionali dei nuovi regolamenti nonché la prescrizione "l'uso costante del laboratorio per l'insegnamento delle discipline scientifiche" che prefigurano percorsi d'apprendimento volti a produrre autonomia di pensiero, capacità di formulare ipotesi e di controllarne la validità, l'esibizione di comportamenti produttivi. E' molto preoccupante e sicuramente fallimentare il fatto che le indicazioni nazionali per i licei contraddicano tali premesse in quanto redatte a partire dalla convinzione che lo studente, a scuola, debba adeguarsi allo stato delle conoscenze del momento. Gli estensori delle indicazioni nazionali, per affermare la loro visione del mondo della scuola, non hanno tenuto in alcuna considerazione il fatto che la specificazione delle competenze generali, di cui si sostanziano gli indirizzi, implicano unitarietà del servizio e interdipendenza degli insegnamenti.