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DIBATTITO SCUOLA/ 2. È la Lombardia ad essere andata a "rimorchio" dei problemi della scuola...

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Proprio la politica del buono scuola dimostra che non serve cambiare la legge per giungere ad una piena parità tra scuola statale e non statale. Se è vero che la legge della parità scolastica è stata approvata dal centro sinistra nel 2000, è altrettanto vero che è attuata solo a metà: manca la parità economica, per la quale serve uno stanziamento, non una modifica della legge. Vista dall’Europa, che ha ottenuto da tempo la libertà educativa, è incomprensibile la discussione tutta italiana sul finanziamento delle scuole paritarie, che oggi svolgono una funzione sussidiaria non riconosciuta. Infatti lo studente iscritto alla scuola statale costa allo Stato mediamente 5.700 euro; per ogni studente che si iscrive alla scuola paritaria lo Stato spende solo 500 euro, risparmiandone così mediamente 5.200 euro.

 

Guardiamo anche le politiche regionali per gli studenti disabili e stranieri. Vorrei anche in questo caso rispondere con i dati: in Lombardia si sono iscritti al secondo ciclo per l’anno scolastico 2010/2011 quasi 2.300 studenti disabili. Di questi oltre il 53% si sono iscritti in un’istituzione formativa regionale e solo il 44% ad una scuola statale. Nelle istituzioni formative gli studenti disabili iscritti sono il 10% del totale; nelle scuole statali rappresentano l’1,42%. Direi che la Regione, anche in questo ambito, sta svolgendo un ruolo di primo piano.

Si consideri inoltre che nelle scuole paritarie di secondo ciclo la presenza di studenti disabili è resa difficoltosa dall’assenza di un sostegno statale; a questa situazione risponde ancora una volta Regione Lombardia con l’inserimento strutturale nella Dote scuola di una componente di 3mila euro specifica per la disabilità.

Analogo discorso per gli studenti stranieri: nei percorsi di Istruzione e formazione professionale regionale gli studenti stranieri rappresentano circa il 22%, contro il 10% della scuola statale.

 

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