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DIBATTITO SCUOLA/ 2. È la Lombardia ad essere andata a "rimorchio" dei problemi della scuola...

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Per quanto riguarda l’attuazione del Titolo V della Costituzione si dovrebbero cercare le responsabilità del ritardo nel trasferimento delle competenze alle regioni anche nel centro sinistra: il Governo Prodi non ha certo accelerato il processo di trasferimento alle Regioni delle competenze previste dalla Costituzione. Addirittura nel 2006 le Regioni hanno approvato un documento di proposta al Governo (“Attuazione del Titolo V della Costituzione per il settore istruzione - Master Plan delle azioni) che l’allora ministro Fioroni non ha minimente considerato.

 

Nonostante questi ritardi comunque, a differenza di quanto affermato da Campione, la programmazione regionale già si fa in modo integrato tra istruzione e formazione professionale, ed è in atto un importante accordo tra Regione Lombardia e Ministero dell’istruzione che ha portato a unificazione l’istruzione professionale statale con la formazione professionale regionale.

 

Infine per quanto riguarda le risorse: non si tratta di spendere di più, ma di spendere meglio. Affrontiamo la questione basandoci su dati OCSE (“Education at glance 2009”) e nel confronto internazionale: la spesa annua per studente per istruzione e servizi connessi (mensa, trasporti, edilizia scolastica) in dollari a parità potere di acquisto in Italia è di 8.204, in Germania di 6.985 e la media Ue19 è di 7.364.

A fronte però di un costo studente maggiore gli insegnanti dopo 15 anni di servizio in Italia guadagnano - sempre in dollari a parità di potere di acquisto - 33.778, mentre in Germania 62.372 e in Ue mediamente 45.513. Come è possibile ciò?

Forse perché in Italia c’è un insegnante ogni 10,7 studenti, mentre in Germania uno ogni 15 studenti, oppure perché in Italia gli insegnanti insegnano per 601 ore l’anno senza un ulteriore lavoro complessivo a scuola, mentre in Germania insegnano per 714 annue ma lavorano ben 1750 ore complessive a scuola.

Converrebbe a tutti che si abbassi il costo dell’istruzione e che i risparmi ritornino, almeno in parte, per il miglioramento dell’offerta formativa, per aumentare i compensi dei docenti, premiare il merito, investire su edifici scolastici e laboratori.

 

 



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