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DIBATTITO SCUOLA/ 2. Non sarà la "libera scelta" a migliorare il sistema scolastico

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Lì si rilevano gli sprechi e le differenze rispetto all’Europa ormai utilizzati da tutti come argomentazioni a sostegno dei tagli. Su questo aspetto rimarco che la mia richiesta di “più risorse” non era in assoluto, ma specificatamente per gli interventi di cui ho parlato: tirocinio, aggiornamento obbligatorio, valutazione, progressione di carriera. Si converrà che la loro realizzazione non è a costo zero.

 

Bisognerebbe però anche rilevare che nel nostro territorio i dati non sono quelli e sarebbe importante che Regione Lombardia lo riconoscesse. Invece di appoggiare la Lega nelle sue peggiori elaborazioni xenofobe, sarebbe meglio operare per cambiare le situazioni di disagio reale da cui quelle “elaborazioni” nascono: i tagli orizzontali di Tremonti, i facilitatori linguistici pressoché scomparsi con tanti saluti alla lingua come criterio di cittadinanza, il mancato riconoscimento dei corsi di italiano per stranieri nella determinazione degli organi dei Centri per l’istruzione degli adulti, i mancati accrediti per le supplenze e i dirigenti ammoniti se si permettono di parlare con la stampa dei problemi.

 

Siccome il Pd è assolutamente favorevole alla competenza regionale in ordine all’assegnazione delle risorse, sono questioni che si porranno molto presto e speriamo non siano risolte con logiche del tipo “tre milioni di euro per le scuole che chiudono in occasione delle competizioni elettorali”. La quarta domanda l’ho già fatta, ma vedo che è stata elusa da tutti. Nella prossima legislatura sarà ripresentata dal Pd una proposta di legge per il riconoscimento delle autonomie scolastiche. Potrà avere un sostegno da parte di chi governa la Regione?


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COMMENTI
03/05/2010 - concordo (Marco Campione)

E' forse superfluo dirlo, ma a scanso di equivoci sottolineo che sono pienamente d'accordo con Comensoli e le sue osservazioni. Da parte nostra, lo ribadisco, faremo fino in fondo la nostra parte.

 
30/04/2010 - non è pessimismo cosmico.. (paolo franco comensoli)

Sono d'accordo con le osservazioni di Campione nè io volevo, nel breve testo pubblicato, ipotecare il futuro della scuola italiana dipingendolo tutto quanto di nero. Dico solo che questa in atto più che "la riforma" del II ciclo è una "riorganizzazione dell'esistente", sia sotto il profilo degli ordinamenti, sia sotto quello dei contenuti. I primi consapevoli di ciò sono i docenti che a settembre riprenderanno programmi e metodologie come se nulla fosse accaduto. Ne consegue che l'appuntamento con la riforma vera è rinviato ad una fase successiva, che ritengo ineludibile e necessaria. Quanto al tema in discussione degli albi/graduatorie dei docenti ribadisco che temo fortiter il centralismo regionale così come quello nazionale. Credo invece nell'autonomia delle scuole, delle singole istituzioni scolastiche, con i loro genitori, amministratori locali, agenzie culturali del territorio, imprenditori ecc. ecc. La comunità scolastica locale come garanzia di scelte oculate mi pare tutto sommato più convincente della riduzione regionale di un modello nazionale che è ampiamente fallito.

 
27/04/2010 - precisazione (Marco Campione)

Ho sempre pensato che gli autori che si lamentano per un titolo che "non rispecchia il pensiero dello scrivente" dovrebbero prima di tutto rimproverarsi di non essere stati sufficientemente chiari nella loro esposizione. Dunque mi scuso con i lettori per la non sufficiente chiarezza e preciso che non voleva essere la "libera scelta" il focus del mio intervento. Peraltro un pensiero come quello del titolo presupporrebbe che qualcuno degli autori citati da me (Silvano, Cominelli, Gotti o Comensoli) abbiano da qualche parte sostenuto il suo contrario, ovvero che la "libera scelta" sia la soluzione per il sistema scolastico, cosa che non è avvenuta. Lo preciso non per puntiglio, ma perché non voglio alimentare lo scontro tutto ideologico tra scuole statali e non statali.