BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DIBATTITO SCUOLA/ 2. Non sarà la "libera scelta" a migliorare il sistema scolastico

Pubblicazione:

studenti_sbadiglioR375.jpg

Infine, la questione del reclutamento da parte delle scuole. Considero (e rispondo così a Cominelli) sperimentare su questo una scelta sbagliata e di difficile attuazione. Sbagliata perché ci sarebbe modo migliore per evitare di implementare tutto ciò che anche Cominelli considera fondamentale per dare senso al puzzle; scrive infatti Giovanni: «quella del reclutamento è solo una tessera del puzzle, alla cui composizione servono tutte le altre in tempi rapidi: la formazione iniziale, la carriera, lo stato giuridico, la valutazione».


Il timore è che la sperimentazione del solo reclutamento ci condannerebbe a non veder mai realizzato l’intero disegno riformatore. Di difficile attuazione perché non riesco a capire come possano convivere nello stesso territorio insegnanti che scelgono scuole (quelli in graduatoria) con scuole che scelgono insegnanti (quelli negli albi).


A meno che con “sperimentazione” non si intenda voler sperimentare nell’intera Regione, ma questo collocherebbe la Lombardia fuori dal Sistema Nazionale per un punto fondamentale come il reclutamento e questo è per noi inaccettabile. A parte questa preclusione sulla sperimentazione, ribadisco che dare ruolo alle reti di scuole (e non ai singoli Dirigenti) non ci vede pregiudizialmente contrari, se in un contesto chiaro e definito. A cominciare dal fatto che la responsabilità di chi recluta deve essere riconosciuta sulla base di una valutazione scientificamente valida. Si torna così al “valutatore indipendente”. Chi è? Di quali risorse e strumenti dispone? Come si fa ad impedire che risulti condizionato in maniera determinante dal soggetto che paga? Mi piacerebbe che di questo si parlasse prima di tutto in Consiglio Regionale e contemporaneamente che su questo si lanciasse una seria discussione pubblica nella quale ciascuno si assumerà la responsabilità delle proprie posizioni.

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
03/05/2010 - concordo (Marco Campione)

E' forse superfluo dirlo, ma a scanso di equivoci sottolineo che sono pienamente d'accordo con Comensoli e le sue osservazioni. Da parte nostra, lo ribadisco, faremo fino in fondo la nostra parte.

 
30/04/2010 - non è pessimismo cosmico.. (paolo franco comensoli)

Sono d'accordo con le osservazioni di Campione nè io volevo, nel breve testo pubblicato, ipotecare il futuro della scuola italiana dipingendolo tutto quanto di nero. Dico solo che questa in atto più che "la riforma" del II ciclo è una "riorganizzazione dell'esistente", sia sotto il profilo degli ordinamenti, sia sotto quello dei contenuti. I primi consapevoli di ciò sono i docenti che a settembre riprenderanno programmi e metodologie come se nulla fosse accaduto. Ne consegue che l'appuntamento con la riforma vera è rinviato ad una fase successiva, che ritengo ineludibile e necessaria. Quanto al tema in discussione degli albi/graduatorie dei docenti ribadisco che temo fortiter il centralismo regionale così come quello nazionale. Credo invece nell'autonomia delle scuole, delle singole istituzioni scolastiche, con i loro genitori, amministratori locali, agenzie culturali del territorio, imprenditori ecc. ecc. La comunità scolastica locale come garanzia di scelte oculate mi pare tutto sommato più convincente della riduzione regionale di un modello nazionale che è ampiamente fallito.

 
27/04/2010 - precisazione (Marco Campione)

Ho sempre pensato che gli autori che si lamentano per un titolo che "non rispecchia il pensiero dello scrivente" dovrebbero prima di tutto rimproverarsi di non essere stati sufficientemente chiari nella loro esposizione. Dunque mi scuso con i lettori per la non sufficiente chiarezza e preciso che non voleva essere la "libera scelta" il focus del mio intervento. Peraltro un pensiero come quello del titolo presupporrebbe che qualcuno degli autori citati da me (Silvano, Cominelli, Gotti o Comensoli) abbiano da qualche parte sostenuto il suo contrario, ovvero che la "libera scelta" sia la soluzione per il sistema scolastico, cosa che non è avvenuta. Lo preciso non per puntiglio, ma perché non voglio alimentare lo scontro tutto ideologico tra scuole statali e non statali.