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SCUOLA/ 2. Ecco perché 84 presidi "rossi" vogliono cambiare l’istruzione in Toscana

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Insomma, ci troviamo di fronte a dati che documentano inequivocabilmente una possibilità di successo formativo e di contrasto alla dispersione scolastica (oggi più che mai anticamera della precarietà e vulnerabilità sociale), seppure resa più fragile dall’uso di “armi spuntate”. Per rendere più consistenti i successi e più facilmente raggiungibili gli obiettivi, i centri chiedono alla Regione innanzitutto di modificare la Legge Regionale 12/2003 (con la quale furono inventati i fallimentari “percorsi integrati”) per potersi allineare con i sistemi delle altre Regioni. Questo, infatti, “permetterebbe di qualificare l’offerta di Formazione Professionale attivando a livello territoriale dei percorsi triennali a qualifica rivolti ai giovani in possesso del titolo di Scuola Secondaria di I° grado”.

In alternativa a questo, i CFP propongono, oltre al biennio formativo in corso di realizzazione, la messa a regime di un pacchetto di ore aggiuntive (almeno quattrocento) per i giovani che non riescono a completare il primo anno nella scuola secondaria superiore, che realizzerebbe di fatto la triennalità e sarebbe coerente con la normativa vigente, anche regionale. Oppure almeno di  attuare quanto richiesto in via sperimentale, per poterne verificare l’efficacia.

Il documento si conclude con un invito a cogliere questa “sfida educativa”, per consentire  ai giovani di “ottenere il successo formativo come condizione necessaria per la realizzazione dei diversi progetti di vita personali, obiettivo perseguibile effettivamente solo attraverso l’attivazione di opportunità differenziate ed articolate in base al processo di apprendimento di ciascuno”.

 

2. È la medesima preoccupazione che emerge anche nell’altro documento, quello della Toscana, pertanto non ne ripeteremo le argomentazioni. Qui, però, c’è un ulteriore aspetto, che merita di essere messo in rilievo: gli autori non sono dei CFP, ma ben 84 dirigenti di istituti superiori! È un dato assolutamente interessante, poiché segno di una evidente esigenza che travalica i particolarismi e tocca direttamente un nervo scoperto del nostro sistema di istruzione/formazione. La lettera, inviata anche in questo caso a tutti i candidati alle elezioni regionali, lamenta la restrittività del “modello toscano”, che prevede l’assolvimento dell’obbligo scolastico per tutti nell’istruzione, con alcuni interventi di sostegno e di orientamento solo per gli allievi in grave difficoltà, che possono frequentare eventualmente un terzo anno professionalizzante al compimento dei 16 anni.

 

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COMMENTI
29/04/2010 - Precisazioni sulla lettera dei prèsidi toscani (Giorgio Ragazzini)

L’aggettivo "rossi", riferito nel titolo ai prèsidi firmatari, era solo un modo scherzoso per dire "toscani" (perché di una regione rossa), ma è stato frainteso dal lettore Pianori, che ha ne ha tratto la conclusione che la lettera aperta, come quella dei cfp emiliani, fosse ispirata "direttamente dal partito". Almeno per l’appello dei prèsidi, questa interpretazione è senz’altro priva di fondamento. Anzi, l’obbiettivo era proprio quello di mettere in discussione quel "modello toscano" di assolvimento dell’obbligo, che fino a qualche mese fa sembrava riscuotere il consenso quasi unanime della maggioranza che governa la regione. L’iniziativa è stata invece promossa dal "Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità", di cui tra l’altro fa parte il primo firmatario, e che ha per metodo costante quello di rivolgersi, su specifici temi e obbiettivi, a tutti i possibili interessati senza alcuna pregiudiziale politica. La "Lettera aperta ai candidati nelle prossime elezioni regionali" ha ottenuto l’adesione di 85 dirigenti scolastici di tutti i gradi di istruzione, appartenenti a un ampio spettro politico-culturale. Colgo l’occasione per precisare anche che i firmatari possono benissimo non essere in accordo, su altri temi, con le nostre vedute, sicché sarebbe improprio identificarli con il Gruppo di Firenze. L’indirizzo del nostro blog è: http://gruppodifirenze.blogspot.com/ . Giorgio Ragazzini - Gruppo di Firenze

 
29/04/2010 - perchè "rossi"?: l'istruzione professionale (massari annalisa)

Ho 25 anni di carriera, 18 dei quali svolti nell'istruzione professionale: prima e dopo il "Progetto '92". Conosco piuttosto bene diversi presidi tra i firmatari della mozione, e più che per il colore politico che viene dato per "rosso",(veramente molti di loro mi risultano di tutt'altre simpatie) li accomunerei per passione educativa e consapevole sentimento di pubblico servizio. La riforma dell'istruzione professionale, così come risulta dai Regolamenti, peraltro non ancora pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica, stravolge del tutto l'istruzione professionale, ne fa un'appendice poco appetibile dell'istruzione tecnica dalla quale una volta si differenziava per il gran numero di ore di "pratica" che giustamente l'articolo mette in evidenza. E poi, quanti sprechi! Vi sono laboratori eccellenti nei professionali che conosco, modernissimi, dove sono state di recente (2008) aggiornate le strumentazioni tecnologiche di laboratori di meccanica, di elettronica! Rimarranno vuoti. Veramente un calcolo contabile che sembra, alla verifica, anche approssimato per eccesso, può qualificarci in un'ottica globale a scapito della qualità? Che dire dell'ossessione contabile di un'Europa tutta buttata sul pareggio di bilancio? L'intervista di ieri a Jean Paul Fitoussi su "Repubblica" sulla crisi greca, e poi su quella portoghese, danese e spagnola apre questioni urgenti, non rimediabili con artifici di cassa a scapito della qualità dello stato sociale e del nostro futuro.

 
29/04/2010 - Timeo Danaos et dona ferentes (Eneide) (Francesco Giuseppe Pianori)

Da vecchio e navigato cittadino della Regione Rossa per antonomasia (Emilia-Romagna) faccio fatica a fidarmi delle belle parole e dei buoni propositi di questi documenti, ispirati direttamente dal Partito... A mio parere è un modo subdolo e vergognosamente ipocrita di impossessarsi della formazione professionale, finora appannaggio di istituzioni e realtà cattoliche. Il PCI-PDS-DS-PD (i comunisti) sono noti e notoriamente abili nell'impossessarsi dei beni altrui, soprattutto quando sono in vista finanziamenti e soldi pubblici. Come il buon Virgilio qui sopra citato, non mi fido dei "compagni" anche quando portano doni.