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SCUOLA/ 2. Ecco perché 84 presidi "rossi" vogliono cambiare l’istruzione in Toscana

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

 

A poche settimane dalle consultazioni elettorali regionali, che sembravano aver prodotto un risultato tale da aprire, senza più tentennamenti, quella stagione di riforme di cui il nostro Paese ha urgente necessità, il quadro politico appare sempre più confuso e inquietante, soprattutto per le note vicende che scuotono la maggioranza di governo.

Mentre nelle stanze della politica si stanno verificando convulsi e difficilmente decifrabili sommovimenti, quasi a indicarne una preoccupante involuzione, in alcuni ambiti della società civile stanno però emergendo istanze che testimoniano un certo risveglio di consapevolezza dell’urgenza di operare tutti, e presto, per il bene comune.

 

Ne è esempio significativo quanto sta accadendo nel settore della formazione professionale: sacrificato per anni a svolgere il compito di ruota (anzi, ruotino…) di scorta del sistema nazionale di istruzione, ultimamente ha rivendicato con forza il riconoscimento di quel ruolo che gli spetta di diritto e di dovere, per poter rispondere, in modo più efficace, alla urgente domanda di educazione e formazione delle nuove generazioni presente nella nostra società.

Ragioni prevalentemente ideologiche - più che organizzative o economiche - hanno finora impedito di mettere la FP in condizione di esprimere quella potenzialità che le è propria e che tanto gioverebbe al paese; eppure, quasi tutte le nazioni europee più avanzate si sono accorte da un pezzo di questa formidabile potenzialità educativa/formativa e ne hanno tratto le dovute conseguenze (si veda, ad esempio, l’esperienza eccellente, nella Spagna “zapateriana”, dell’Institut Gaudi di Barcellonahttp://www.igaudi.org/).

 

Nel nostro paese ci sono poche Regioni che fanno eccezione: la Lombardia, che ne ha fatto un cavallo di battaglia per la riqualificazione del proprio sistema di istruzione/formazione e, dati alla mano, pare proprio che stia vincendo la scommessa; le province autonome di Trento e Bolzano che, proprio perché tali, hanno maggiore libertà di movimento e hanno attuato forme innovative ed esperienze interessanti di formazione iniziale, ottenendo risultati molto positivi (Cfr.http://www.vivoscuola.it/Valutazion/doc/6_capitolo3.pdf). Si tratta di una scommessa ragionevole, del resto, poiché gli stessi dati forniti dal ministero dell’Istruzione sui percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale (Ifp) attestano che là dove questi sono stati proposti si è assistito ad un impressionante balzo in avanti delle iscrizioni, passate da 25mila dell’anno scolastico 2003-04 a oltre 142mila del 2008-09 (e stiamo parlando solo dei percorsi sperimentali…)

 

Clicca >> qui sotto per continuare l’articolo e andare all’elenco dei CFP e istituti firmatari

 

 

 



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COMMENTI
29/04/2010 - Precisazioni sulla lettera dei prèsidi toscani (Giorgio Ragazzini)

L’aggettivo "rossi", riferito nel titolo ai prèsidi firmatari, era solo un modo scherzoso per dire "toscani" (perché di una regione rossa), ma è stato frainteso dal lettore Pianori, che ha ne ha tratto la conclusione che la lettera aperta, come quella dei cfp emiliani, fosse ispirata "direttamente dal partito". Almeno per l’appello dei prèsidi, questa interpretazione è senz’altro priva di fondamento. Anzi, l’obbiettivo era proprio quello di mettere in discussione quel "modello toscano" di assolvimento dell’obbligo, che fino a qualche mese fa sembrava riscuotere il consenso quasi unanime della maggioranza che governa la regione. L’iniziativa è stata invece promossa dal "Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità", di cui tra l’altro fa parte il primo firmatario, e che ha per metodo costante quello di rivolgersi, su specifici temi e obbiettivi, a tutti i possibili interessati senza alcuna pregiudiziale politica. La "Lettera aperta ai candidati nelle prossime elezioni regionali" ha ottenuto l’adesione di 85 dirigenti scolastici di tutti i gradi di istruzione, appartenenti a un ampio spettro politico-culturale. Colgo l’occasione per precisare anche che i firmatari possono benissimo non essere in accordo, su altri temi, con le nostre vedute, sicché sarebbe improprio identificarli con il Gruppo di Firenze. L’indirizzo del nostro blog è: http://gruppodifirenze.blogspot.com/ . Giorgio Ragazzini - Gruppo di Firenze

 
29/04/2010 - perchè "rossi"?: l'istruzione professionale (massari annalisa)

Ho 25 anni di carriera, 18 dei quali svolti nell'istruzione professionale: prima e dopo il "Progetto '92". Conosco piuttosto bene diversi presidi tra i firmatari della mozione, e più che per il colore politico che viene dato per "rosso",(veramente molti di loro mi risultano di tutt'altre simpatie) li accomunerei per passione educativa e consapevole sentimento di pubblico servizio. La riforma dell'istruzione professionale, così come risulta dai Regolamenti, peraltro non ancora pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica, stravolge del tutto l'istruzione professionale, ne fa un'appendice poco appetibile dell'istruzione tecnica dalla quale una volta si differenziava per il gran numero di ore di "pratica" che giustamente l'articolo mette in evidenza. E poi, quanti sprechi! Vi sono laboratori eccellenti nei professionali che conosco, modernissimi, dove sono state di recente (2008) aggiornate le strumentazioni tecnologiche di laboratori di meccanica, di elettronica! Rimarranno vuoti. Veramente un calcolo contabile che sembra, alla verifica, anche approssimato per eccesso, può qualificarci in un'ottica globale a scapito della qualità? Che dire dell'ossessione contabile di un'Europa tutta buttata sul pareggio di bilancio? L'intervista di ieri a Jean Paul Fitoussi su "Repubblica" sulla crisi greca, e poi su quella portoghese, danese e spagnola apre questioni urgenti, non rimediabili con artifici di cassa a scapito della qualità dello stato sociale e del nostro futuro.

 
29/04/2010 - Timeo Danaos et dona ferentes (Eneide) (Francesco Giuseppe Pianori)

Da vecchio e navigato cittadino della Regione Rossa per antonomasia (Emilia-Romagna) faccio fatica a fidarmi delle belle parole e dei buoni propositi di questi documenti, ispirati direttamente dal Partito... A mio parere è un modo subdolo e vergognosamente ipocrita di impossessarsi della formazione professionale, finora appannaggio di istituzioni e realtà cattoliche. Il PCI-PDS-DS-PD (i comunisti) sono noti e notoriamente abili nell'impossessarsi dei beni altrui, soprattutto quando sono in vista finanziamenti e soldi pubblici. Come il buon Virgilio qui sopra citato, non mi fido dei "compagni" anche quando portano doni.