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SCUOLA/ Poggi: ora impariamo dagli Usa e definiamo le "competenze" degli insegnanti

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Con una simile articolazione gli estensori delle Indicazioni intendono raggiungere tre finalità fondamentali. La prima è l’assolvimento dell’obbligo scolastico, evidenziato ulteriormente anche attraverso il richiamo alle possibili connessioni tra discipline. La seconda è la riduzione delle carenze riscontrate nell’accesso agli studi superiori.

 

Al riguardo è da considerare centrale la valutazione periodica del raggiungimento degli obiettivi di apprendimento affidata all’INVALSI. Occupandosi anche di individuare le zone più problematiche di implementazione, le analisi dell’INVALSI consentiranno di valutare l’opportunità di un aggiornamento periodico del profilo educativo, culturale e professionale dello studente anche in relazione ai cambiamenti culturali connessi al mondo del lavoro e degli studi superiori.

 

La terza finalità è la tutela e valorizzazione dell’autonomia delle scuole. Infatti definiti gli obiettivi specifici di apprendimento è agli insegnanti e alle scuole che sono affidati l’arricchimento e la piegatura degli OSA ai singoli percorsi liceali.

 

In questa direzione essendo la qualità dell’insegnamento e le doti di leadership del dirigente scolastico fattori determinanti e non trascurabili che incidono sulle performance degli studenti (come segnala l’indagine TALIS dell’OCSE), potrebbe essere interessante, in prospettiva, riflettere sugli standard di qualità dell’insegnamento, come anche l’esperienza statunitense suggerisce.

 

 



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COMMENTI
09/04/2010 - quali insegnanti? (emilio molinari)

Nella conclusione dell'articolo si richiama il nodo centrale della nostra scuola: quali docenti servono a fronte delle sfide che il XXI secolo pone ed alla risposta che la riforma tenta di proporre e sulla quale non mi pongo in posizione preconcetta. Sarebbe ora che si abbandonasse il clima da campagna elettorale permanente. Quali insegnanti allora? Non credo che sia solo una questione anagrafica e di genere (troppo anziani, troppa femminizzazione), la prima condizione è la stabilità del corpo docente (oggi siamo ad un docente su quattro che cambia sede ogni anno); la seconda, un controllo regolare di quello che succede in classe compreso il tempo di reale utilizzazione dell'orario in termini didattici, con un sistema di monitoraggio difuso e condiviso con l'utenza; la terza, un piano di aggiornamento obbligatorio come altrove in UE in rapporto ad una definizione precisa della professionalità richiesta.

 
08/04/2010 - Come banalizzare i problemi complessi (enrico maranzana)

L'articolo accetta incondizionatamente le indicazioni generali del 15/3 senza rilevarne l'irrazionalità: gli Obiettivi Specifici dell'Apprendimento previsti dalle nuove disposizioni, oltre a non avere alcun collegamento con le competenze generali definite per elencazione nel profilo dello studente del DPR del 4/2, stravolgono il significato di competenze specifiche facendolo corrispondere al mero possesso di argomenti disciplinari. Anche l'assenza della visione sistemica vizia le indicazioni nazionali per cui il governo della scuola diventa pura utopia. La mancanza della cultura sistemica si osserva anche nell’articolo qui commentato: si propone di valutare l'attività dei docenti indipendentemente dall'operato dei dirigenti scolastici. Tipica semplificazione che non tiene conto che i problemi complessi, quale quello della progettazione formativa/educativa/dell'insegnamento [DPR 275/99] avviene per successivi raffinamenti: la finalità del sistema è via via scomposta in sottoproblemi fino a giungere a situazioni elementari. Ne consegue che l'attività delle scuole DEVE attraversare le seguenti fasi: assumere e integrare le competenze generali [profilo], individuare le capacità necessarie per il loro esercizio, ipotizzare piani comuni di intervento per la promozione e il consolidamento delle qualità dei giovani, messa a punto di percorsi di apprendimento finalizzati e coordinati[OSA], uso sistematico del feed-back su competenze specifiche e su competenze generali.