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SCUOLA/ I nuovi Regolamenti Gelmini? Servono istruzioni per l’uso…

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

 

Sarebbe deprecabile non capitalizzazione le esperienze pregresse riguardanti l’attuazione delle prescrizioni ministeriali, in particolare perché, come risulta dai POF, queste non hanno mai trovato concreta applicazione. L’individuazione e il superamento delle resistenze che hanno sterilizzato il decreto è il primo passo da compiere per evitare il reiterarsi delle elusioni e delle omissioni che hanno impedito l’innovazione di sistema.

 

Quali risposte le scuole devono elaborare per adeguare il servizio al nuovo scenario?

 

1. Rivisitare il significato di “conoscenza” che ordinariamente è fatto corrispondere a quanto si insegna nelle università, rivisitazione che deve prendere avvio dalla finalità della scuola: la progettazione e la gestione dei processi di apprendimento [l’apprendimento è il processo generativo di duraturi cambiamenti del comportamento individuale].

A tal fine le discipline saranno analizzate per individuarne i tratti funzionali al raggiungimento delle mete formative/educative, traguardi definiti per elencazione nei profili di fine quinquennio. L’indagine avrà inizio dallo studio della storia delle ricerche a cui l’uomo si è dedicato, si focalizzeranno i problemi che nel tempo ha affrontato, i procedimenti che ha utilizzato per trovare la soluzione, gli argomenti che hanno dato risposta ai quesiti che si è posto. Per chiarire meglio: come un gabbiano lascia le sue tracce sulla sabbia, così le discipline imprimono le loro orme sulla carta. Ne discende che il nuovo compito dei docenti è quello di mettere in grado i loro allievi di osservare le discipline e, a tal fine, metteranno a punto specifiche e finalizzate occasioni di apprendimento.

 

2. L’aver assegnato ai docenti il compito di trasmettere una corretta immagine delle discipline implica l’individuazione di progressioni di situazioni problematiche da sottoporre agli studenti che, opportunamente strutturate e formalizzate, stimoleranno il lavoro di classe. Sarà in tal modo favorita l’acquisizione sia di specifiche nozioni, sia dei tipici procedimenti che conducono alla soluzione dei problemi disciplinari. I giovani, durante l’attività di ricerca, esibiranno comportamenti strettamente connessi alle capacità e alle abilità necessarie alla soluzione dei compiti loro assegnati. Il sistematico monitoraggio di tali condotte permetterà la gestione dei processi di apprendimento e la promozione e il consolidamento delle competenze degli studenti.

 

3. Riorganizzare il servizio scolastico in conformità a quanto affermano le linee guida diramate dal ministero per gli istituti tecnici del settore economico (intro2): “È progressivamente cambiato il «focus» con cui sono studiati i processi (di apprendimento). Al centro si colloca la gestione nel suo insieme, con le funzioni in cui si articola, sempre inquadrate in un'ottica sistemica” il che implica:

 

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