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SCUOLA/ I nuovi Regolamenti Gelmini? Servono istruzioni per l’uso…

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

 

(a) L’elencazione della finalità della scuola in termini di competenze generali, manifestazioni comportamentali delle capacità dei giovani [legge 53/2003- art. 2], formulate in modo da orientare tutti gli insegnamenti alla loro promozione. A titolo d’esempio si ricordano le seguenti capacità: il comunicare; l’argomentare; l’operare scelte; il costruire modelli … di cui le competenze sono la manifestazione. Tra queste [Cfr. nuovi regolamenti]:  “L’essere consapevoli della diversità dei metodi utilizzati dai vari ambiti disciplinari ed essere in grado di valutare i criteri di affidabilità dei risultati in essi raggiunti”; “il ragionare con rigore logico, identificare i problemi e individuare possibili soluzioni”; “utilizzare, in contesti di ricerca applicata, procedure e tecniche per trovare soluzioni innovative e migliorative, in relazione ai campi di propria competenza” …

(b) La messa a punto di una strategia educativa d’istituto (Cfr. paragrafo 1.3 Coordinamento didattico del progetto ministeriale Mercurio);

(c) Il controllo dell’efficacia del lavoro scolastico.

 

In questa direzione muovono i vigenti programmi degli ITC la cui struttura è carica di significato: la progettualità ne è il fondamento. Inizialmente sono indicate le caratteristiche dell’indirizzo (finalità/strategia operativa/indicazioni metodologiche/verifica e valutazione), indicazioni vincolanti per tutti gli insegnamenti; successivamente sono precisate per ogni materia le finalità, concepite in funzione dei traguardi generali, completate, per ogni anno, dagli obiettivi (competenze specifiche), dai temi, dalle indicazioni metodologiche e dai criteri di verifica e di valutazione.

 

Istruzioni per l’uso

 

È sufficiente applicare puntualmente le norme del TU 297/94 per concretizzare quanto scritto: il Consiglio di istituto per onorare il mandato ricevuto deve “elaborare e adottare gli indirizzi generali” che vuol dire integrare il profilo educ/cult/prof dei nuovi regolamenti con quanto richiesto dalla realtà locale e, al contempo, declassare gli elementi che non hanno natura di competenza generale.

La realizzazione delle finalità elencate dal consiglio è responsabilità del Collegio dei docenti che “cura la programmazione dell’azione educativa” e “valuta l'andamento complessivo dell'azione didattica per verificarne l'efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell'attività scolastica”.

 

 



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