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SCUOLA/ I nuovi Regolamenti Gelmini? Servono istruzioni per l’uso…

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

 

È la solita musica, stiamo rivivendo quanto è avvenuto negli ultimi quarant’anni: nella scuola è in corso la “digestione” dei nuovi regolamenti, che finirà per assicurare l’immutabilità delle forme e delle funzioni tradizionali. Nei commenti seguiti alla pubblicazione dei documenti ufficiali, infatti, si minimizza l’importanza del paragrafo sulla modernizzazione della vita e dell’attività scolastica: le indicazioni concernenti la progettazione dei percorsi didattici non sono state oggetto di studio e di riflessione. Se ne trascrivono alcuni stralci.

Per i licei, nell’allegato A, si afferma: “La pratica dei metodi di indagine propri dei diversi ambiti disciplinari … l’uso costante del laboratorio per l’insegnamento delle discipline scientifiche … la pratica dell’argomentazione e del confronto … sono punti fondamentali e imprescindibili …”; per gli istituti tecnici il paragrafo 2.4 stabilisce: “Le metodologie sono finalizzate a valorizzare il metodo scientifico e il pensiero operativo ... all’analisi e alla risoluzione di problemi, all’educazione al lavoro cooperativo per progetti”; per i professionali il paragrafo 2.4 recita: ”Le metodologie didattiche sono improntate alla valorizzazione del metodo laboratoriale e del pensiero operativo ... all’analisi e alla soluzione dei problemi, al lavoro cooperativo per progetti”. 

 

Sono indicazioni che rispondono alle esigenze formative di una società dilatata, complessa, dinamica, le cui conoscenze si sviluppano esponenzialmente; dalla loro sistematica, puntuale e convinta applicazione dipenderà il successo del riordino. In considerazione della loro primaria importanza non può essere trascurato il fatto che tale impostazione non è una novità per la scuola italiana: i vigenti programmi degli ITC, concepiti trent’anni fa, orientano l’attività delle scuole affinché: “Il traguardo formativo non consista solo nel far acquisire conoscenze ma anche competenze e abilità, così da sviluppare abitudini mentali orientate alla risoluzione di problemi ed alla gestione delle informazioni. Diviene necessario, perciò, adottare una metodologia coerente rispetto a tali obiettivi e pertanto si suggerisce di: 1) Far pervenire al possesso delle conoscenze partendo da situazioni reali in modo da stimolare l'abitudine a costruire modelli; 2) Privilegiare momenti di scoperta e successiva generalizzazione a partire da casi semplici e stimolanti avvalendosi di tecniche didattiche che suggeriscono di generare situazioni problematiche da ristrutturare, così da favorire l'acquisizione di comportamenti produttivi; 3) Far realizzare piccoli progetti di difficoltà crescente per abituare alla formulazione di ipotesi ed al procedere per approssimazioni successive, così da avere costantemente presente il significato del proprio agire”.

 

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