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SCUOLA/ Agli italiani è piaciuta la riforma dei licei?

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

A un primo sguardo, dunque, mi pare di poter dire che l’operazione di riordino della secondaria (la parola “riforma” non compare mai… forse porta sfortuna?) ha avuto un meritorio esito di razionalizzazione della pletora di indirizzi e sperimentazioni esistenti, ma ha spostato assai limitatamente le preferenze delle famiglie, che probabilmente aspettano di vedere che cosa c’è dentro le diverse scuole, più che concentrarsi sulle etichette.

 

Più che parlare di occasione perduta per il rilancio di alcuni indirizzi innovativi, sarebbe bene puntare nel prossimo anno sulla realizzazione delle finalità previste o consentite dalle nuove indicazioni, facendo di tutto per migliorare la preparazione degli insegnanti (oggi anche abbastanza confusi) e aiutarli a potenziare il legame con il mondo del lavoro e con le università, migliorando l’orientamento per le famiglie e per i ragazzi, sviluppando nella secondaria di primo grado le attitudini di tutti, e infine modificando al più presto quel che non funziona per potenziare gli aspetti più positivi.

 

Solo allora sarà possibile parlare di una scelta razionale ed efficace al termine della scuola di base.



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COMMENTI
19/05/2010 - Concordo con Maranzana, si registrano numeri non (Franco Labella)

Sono assolutamente d'accordo con quanto scrive Maranzana. Che valore significativo, oltre il puro dato statistico, possono avere scelte che definire fatte al buio è un eufemismo? Sarebbe utile che si riflettesse sulla circostanza che la flessione verso tecnici e professionali avviene in un settore dove certamente il lavoro di riordino è stato più lungo ed organico a fronte di un riordino dei licei che definire affrettato e confuso è, anche qui, usare un eufemismo. Basti ricordare la vicenda dei licei musicali (a giugno, forse, si saprà quanti saranno e nel frattempo per le iscrizioni raccolte che risultassero non accoglibili che si fa?Scende in campo Bruschi a parlare con le famiglie?) o anche il balletto sul Liceo prima scientifico-tecnologico poi delle Scienze applicate per capire che le famiglie hanno scelto denominazioni accattivanti più che indirizzi nuovi di cui si potesse capire realmente natura e sbocchi. Ne riparliamo , perciò, l'anno prossimo. Sempre che la confusione non aumenti.... La vicenda delle adozioni, a questo proposito è assai illuminante: quando un alto dirigente del MIUR, in un'intervista al Corriere, arriva a definire "tentativo di scoop" la richiesta delle Case Editrici di indicazioni necessarie per la programmazione editoriale, è evidente che siamo veramente alla pura propaganda. Nel 2011, si dice, ci saranno i libri digitali. E nel 2010, anno di avvio del riordino cosa usiamo? I manoscritti, le cinquecentine o gli appunti del buon tempo antico?

 
17/05/2010 - Gara non appassionante, ma... (Max Bruschi)

Non mi appassiona la gara statistica tra i vari percorsi dell'istruzione. Ma Luisa Ribolzi ha condotto la sua analisi con tatto e punta di penna, fuori dai funesti "strilli" giornalistici. L'unica analisi che mi interessa è quella "qualitativa", cioè il numero degli studenti che, dopo il primo anno, confermerebbero la loro scelta, al di là delle difficoltà incontrate. Cosa che ci direbbe molto dell'efficacia o inefficacia dell'orientamento...

 
17/05/2010 - La riforma della scuola deve piacere? (enrico maranzana)

Quali sono i criteri in base ai quali sono state fatte le preiscrizioni? In una scuola autonoma, che si caratterizza per la "progettazione formativa, educativa dell'insegnamento", i POF forniscono le informazioni su cui fondare le decisioni, informazioni tuttora assenti nei piani delle scuole, non rielaborati in funzione del riordino. Perché non é stata focalizzata tale inadempienza? Riflettere sui numeri delle iscrizioni altro non è che un sondaggio di mercato che, incurante della qualità del prodotto, ne misura il grado di accoglimento.