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MATURITA’ 2010/ Il tema? Scrivere per interrogare le cose, le persone, il mondo

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Si avvicina l'esame di Stato  Si avvicina l'esame di Stato

 

Si comincia a scrivere quando si comincia a coltivare l’abitudine di criticare, vagliare le cose, giudicare. Non è detto che chi si abitua a giudicare diventi per ciò stesso un grande scrittore, ma certamente è difficile che chi non giudica impari a passare per la cruna del foglio bianco, come il celebre cammello. In altre parole, un ragazzo comincia a vestirsi bene e a preoccuparsi dell’igiene personale quando si innamora della ragazza che sta due file più avanti e, se deve scriverle il suo amore, lascia perdere i grugniti consonantici degli sms, pende la penna e si sorprende a valutare le parole, le virgole, gli aggettivi. Scopre insomma che la forma è sostanza.

 

Se non si giudica si copia dai giornali, dalla televisione, dalla pubblicità; si usano le parole degli altri, soprattutto di quelli che gridano di più; e si finisce per usare male anche quelle.

 

Chi giudica interroga le cose e, di conseguenza, le persone; interroga gli insegnanti affinché insegnino e, se non ottiene risposte convincenti, cerca altri interlocutori, discute con gli amici. Magari finisce per scoprire che ci sono insegnanti che insegnano, adulti che fanno gli uomini, amici che sono più amici di altri.

 

Tutta questa ricchezza serve per scrivere.

Chi ha già cominciato parte con un vantaggio. Chi no, può prendere l’occasione dell’esame per provare a farlo.

In fondo l’esame, più che una fine è un inizio.

 

(Mauro Grimoldi)

 

 



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