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MATURITA’ 2010/ Il tema? Scrivere per interrogare le cose, le persone, il mondo

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Si avvicina l'esame di Stato  Si avvicina l'esame di Stato

Una volta, all’esame, c’era il tema, e solo lui. Oggi, circondati, sopraffatti quasi, da analisi del testo, saggi (però) brevi e/o articoli di giornale, rimangono il tema storico, triste e abbandonato come l’ultimo giapponese nella giungla, e il tema di ordine generale, volgarmente noto come tema di attualità, tanto seducente quanto infido; come una ragazza che si lascia facilmente abbordare e poi si prende gioco della scarsa virilità del partner. Mah! È cambiato tutto, ma, come vedremo, forse, e per fortuna, non è cambiato niente, come diceva il nipote Tancredi allo zio Gattopardo (romanzo da leggere assolutamente, magari al posto di queste righe, da ogni ragazzo che si appresti a salutare per sempre la scuola superiore).

 

Qui però, per il momento almeno, non si parlerà delle varie tipologie della prima prova d’esame. Si parlerà, generaliter, dello scritto. Scrivere, dunque: insieme a tradurre l’atto più intero, compiuto e difficile in cui si prova a esprimere organicamente e persuasivamente il proprio pensiero sulle cose, il documento che può attestare la maturità critica di una personalità alle prese con i fatti della vita e del mondo.

 

Difficile, scrivere, perché si tratta di un azione esigente, che inizia molto prima del momento in cui si prende in mano la penna o ci si siede davanti al quadrato bianco e luminoso d’uno schermo. Come Rocky Balboa cominciava il suo combattimento contro Apollo Creed nelle gelide mattine di Philadelphia  prendendo a pugni i quarti di bue e correndo sui settantadue scalini dell’Art Museum, così si comincia a scrivere mentre si vede un film, si legge un libro, si guarda il telegiornale, si ascolta la musica, si prepara da mangiare; mentre, cioè, si fa qualunque cosa e ci si domanda “Cos’è?”; “In che modo ha a che fare con me?”; “Cosa contiene di così prezioso per la vita che meriti da essere tenuto ben vivo nella memoria?”.

 



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